SCAFFALE

Che cos’è l’Islam?

Islam_Tra le letture di questa torrida estate ci è capitato di leggere “Che cos’è l’Islam?” di Ghaleb Bencheikh, edito dalla Mondadori nel 2001. Una domanda, quella proposta dal libro, che in questi anni è diventata sempre più impellente, ma le cui risposte sembrano spesso contraddirsi l’una con l’altra.
La risposta che ci ha dato Ghaleb Bencheikh in questa sua agile opera ci ha comunque messi in crisi, se non altro perché ci ha costretto a guardarci dentro, scoprendo che spesso crediamo di essere quello che in realtà non siamo.
A leggere Ghaleb Bencheikh infatti la prima spontanea considerazione da fare è che tra cristianesimo e islamismo sia più quel che li accomuna che quel che li distingue.
Per tutta l’opera l’autore sottolinea i molti punti di convergenza tra islamismo, cristianesimo ed ebraismo, tre religioni monoteiste che si rivolgono allo stesso Dio e che hanno vicende storiche parallele. Al punto che alla fine vien quasi da chiedersi se, dopotutto e magari senza rendercene conto, non siamo un po’ islamici anche noi.
Un problema per noi comunque nasce dal fatto che le varie forme di islamismo cui assistiamo oggi, con usanze spesso per noi inaccettabili, a sentire Ghaleb Bencheikh sono, nel loro complesso, tutte forme di deviazione dai principi stabiliti dal Profeta nel Corano; non stiamo parlando solo delle tragiche esagerazioni dell’Islam dei vari terroristi, dai Talebani all’Isis, ma anche di usi e costumi delle società arabe ed africane più pacifiche che si rifanno all’Islam.
Usi e costumi che spesso, portate in Europa, stridono per le implicazioni che comportano rispetto al nostro normale ed accettato modo di vivere; si pensi solo al vestire delle donne e delle varie forme di velo.
L’impressione principale che abbiamo ricevuto dalla lettura del libro di Ghaleb Bencheikh, è che il Corano dica una cosa, per noi in gran parte accettabile perché molto vicina ai Vangeli, a cui noi ci rifacciamo, ma che la sua applicazione pratica nel sociale abbia assunto un po’ ovunque usi e costumi che ne sono molto lontani, quando non addirittura antitetici.
Sembra quasi che le varie società islamiche oggi presenti nel mondo, pur rifacendosi culturalmente al Corano, ne siano poi molto lontane nella applicazione pratica dei suoi principi alla vita normale di ogni giorno.
Sull’onda di questa considerazione, non abbiamo potuto comunque evitare un confronto con il Vangelo predicato da Cristo, a cui noi ci rifacciamo.
Quanto dei principi evangelici che sentiamo proclamare dal pulpito durante la Messa, a cominciare dal “porgi l’altra guancia” per finire al “date a Cesare quel che è di Cesare”, sono poi in sostanza applicati non solo alla nostra vita ma anche alle forme di società che si rifanno al Cristianesimo?
Dopo aver letto “Che cos’è l’Islam?” di Ghaleb Bencheikh è comunque sconsolante dover concludere che non possiamo chiedere agli Islamici quella coerenza con i principi del Corano, in tutto o in gran parte condivisibili, se noi nella nostra vita e nella nostra società manchiamo di una basilare coerenza con i principi evangelici dettati da Cristo.
Ma se i principi coranici e quelli evangelici sono, a ben guardare, abbastanza sovrapponibili, non è forse proprio attraverso questa coerenza con i propri rispettivi principi religiosi, cristiani o islamici, che si potrà trovare una sostanziale forma di integrazione sociale che sia alla base di una pacifica convivenza tra i nostri popoli?

Ferdinando Offelli - 6 agosto 2017

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