ARTE

La Biennale d’Arte 2017

BiennaleAnche la visita alla Biennale d’Arte 2017 aperta in questi mesi a Venezia, richiede come sempre un atteggiamento particolare, che possiamo sostanziare in queste parole: più che alla ricerca del bello nell’arte (che pure non manca) si devono cercare le novità e le nuove tendenze nell’espressione artistica.
Partiti con questo schema mentale, la visita alla Biennale 2017 si divide in due parti: il Giardini e l’Arsenale.
La mostra ai Giardini è quella tradizionale in cui molti stati hanno un proprio stand, che organizzano secondo propri criteri, offrendoli alla critica del visitatore.
Le espressioni sono le più varie, a seconda degli stati in cui vengono esposte, con in generale, secondo noi, un abbastanza dosato equilibrio tra le varie forme di espressione, la pittura, la scultura, i filmati. Non abbiamo colto questa volta, come è accaduto in precedenza, una forma di espressione artistica che prevarichi le altre.
I temi trattati, pur nelle varie forme, sono prevalentemente di tipo ecologico-ambientale, quasi che almeno in arte si sia già raggiunta una consapevolezza dei temi e dei problemi che riguardano la conservazione e il salvataggio dell’ambiente in cui viviamo. Citiamo per tutti lo stand della Green Light.
C’è comunque al fondo una riserva e cioè che la presentazione di un’opera pittorica o scultorea è un fatto di alcuni minuti, mentre la presentazione di filmati, per quanto validi, richiede tempi non sostenibili in una normale visita alla Biennale.
C’è quindi, e noi l’abbiamo apprezzato, nella parte della Biennale visitabile ai Giardini un sostanziale equilibrio tra le varie forme di espressione artistica, anche se non è individuabile una tendenza innovativamente rilevante di nuove forme e tecniche espressive.
Questo sostanziale equilibrio riscontrato ai Giardini cade quando ci si trasferisce a visitare la parte della Biennale esposta all’Arsenale. Qui c’è un libero, totale sfogo della fantasia che si sostanzia in una varietà illimitata di proposte espressive.
Una opulenza espressiva, frutto di una fantasia che non sembra rispondere a limiti o schemi, ma che proprio per questa estrema varietà e inventività, non sempre è contenuta entro limiti accettabili di comprensione e di buon gusto
Complice anche la suggestiva struttura dell’Arsenale veneziano, sembra di essere entrati nel mondo della più sfrenata fantasia umana, dove tutti tentano di sorprendere più i sensi che la sensibilità del visitatore. Anche qui naturalmente, oltre a proposte di notevole rilevanza espressiva, si devono registrare le proposte cervellotiche o la totale e ricercata mancanza di gusto che solo alla Biennale di Venezia possono trovare uno spazio per esprimersi.

Ferdinando Offelli - 6 agosto 2017

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