SCAFFALE

La rete di protezione

CamLa proposta per l’estate di Andrea Camilleri è stato il romanzo “La rete di protezione”, edito come sempre dalla Sellerio di Palermo.
In linea di massima si potrebbe dire che si tratta della solita storia del commissario Montalbano che tra una mangiata di pesce e una lite con l’eterna fidanzata Livia, aiutato da suoi collaboratori, tra cui il simpatico e improbabile Catarella, riesce a risolvere i misteri che a mano a mano si affacciano nella sua Vigata.
Solo che stavolta il quadro d’insieme assume tutt’altra dimensione.
Intanto Vigata è scelta girare un film da una troupe svedese; la sua vita viene profondamente sconvolta ed il commissario Montalbano non ci si ritrova più, attribuendo il fatto ai suoi sempiterni 56 anni.
A tempo perso il nostro viene avvicinato da un ingegnere in pensione che gli sottopone il caso di sei filmini in suo possesso in cui per sei anni di seguito, sempre nello stesso giorno e nello stesso mese, viene ripreso l’ossessionante biancore dello stesso muro bianco.
Intanto nella scuola di Vigata, dove non mancano episodi di bullismo, si verifica l’irruzione nella classe 3^B di alcuni membri dell’associazione Anonimous, con le loro beffarde ed inespressive facce bianche, che mettono terrore in classe e la scuola.
Ne segue un’inchiesta poliziesca in cui Montalbano deve confrontarsi con il mondo dei giovani studenti, non solo, ma anche con le moderne tecnologie di cui hanno una grande dimestichezza.
Più sconvolta di così la vita quotidiana di Vigata non avrebbe potuto essere, costringendo il nostro commissario ad affrontare nuove sfide.
Il contatto diretto con il mondo dei giovani studenti, e con la loro mentalità, lo convince che sanno essere più razionali e sagaci di tanti adulti, poliziotti compresi.
Con questi giovani lui riesce a stabilire un rapporto di umana comprensione, soprattutto a mettersi in contatto con la loro psicologia.
Diverso è il suo rapporto con le tecnologie; gli è già pesante mettere la firma sulle scartoffie burocratiche che si accumulano sul suo tavolo. Tanto che per una e-mail da spedire deve ricorrere al sorprendentemente tecnologico Catarella.
Alla fine la troupe svedese se ne va, il mistero del muro biancio è risolto, così come il caso di bullismo nella scuola di Vigata. Montalbano può tornare a Marinella, ad assaggiare le leccornie di Adele e a litigare con Livia.
Colpisce in questo romanzo, raccontato nel solito siculo-italiano, l’equilibrio con cui Camilleri riesce a portare Montalbano su tempi ed esperienze diverse e moderne, senza che venga meno la simpatia umana verso il suo personaggio.

Ferdinando Offelli - 6 agosto 2017

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