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Nè di destra, nè di sinistra

bagnino fascista“Io non sono né di destra, né di sinistra” ha perentoriamente affermato il gestore di un bagno a Chioggia venuto alla ribalta nazionale per averlo tappezzato di immagini e scritte che inneggiavano a Mussolini ed al fascismo.
Sarebbe un caso da compatire, più che da discutere, se non fosse che la frase “Né di destra, né di sinistra” è troppo spesso ricorrente nel parlare comune di troppe persone.
A parte il fatto che non essere “ Né di destra, né di sinistra” è una forma di qualunquismo politico che richiede un equilibrio che ci ricorda i tempi della DC, la quale, al contrario di quel che si pensa, si sostenne per un ventennio al potere proprio perché era, o si presentava come area di mediazione politica tra le istanze provenienti dalla destra o dalla sinistra.
Diciamo che non essere “Né di destra, né di sinistra” è un tentativo di deresponsabilizzarsi politicamente, che in realtà significa collocarsi pericolosamente su una linea di spartiacque, ciò che richiede un equilibrismo non comune, da surfista della politica.
Forse sarebbe meglio dire che si è “di destra e di sinistra”, nel senso che pur schierati da una parte, destra o sinistra che sia, non si è preconcetti contro le istanze che vengono da altri, avversari compresi, perché si è disponibili ad esaminarle liberamente e razionalmente nella loro intrinseca validità.
Nessuno, neanche i grillini, il che è tutto dire, possono pensare di avere il monopolio delle idee valide, denigrando sistematicamente le proposte politiche che possono venire da altri; onestà politica vuole che qualunque proposta, da chiunque venga, vada esaminata in base ad un proprio schema o sentire politico, per vedere cosa di buono potrebbe apportare una volta messa in atto.
Il bagnino che ha tappezzato il suo bagno di immagini e di scritte inneggianti a Mussolini e al ventennio (camere a gas comprese), se non è semplicemente un fascista, è quantomeno un nostalgico di un concetto di “ordine” che era comunque una forma di dittatura.
Il suo non essere “Né di destra, né di sinistra” è stato ridicolmente smentito dalla visita di solidarietà che il nostro ha ricevuto da Salvini, che di sicuro non è di sinistra.
Ecco perché noi diffidiamo di quanti affermano di non essere “Né di destra, né di sinistra”, soprattutto quando i loro discorsi o le loro scelte politiche li collocano a destra o a sinistra. Ci piacciono di più quelli che non nascondono di essere di destra o di sinistra, ma che sono aperti al dialogo ed al confronto politico sulle varie proposte che vengono avanzate.

Ferdinando Offelli - 6 agosto 2017

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