ARTE

Van Gogh a Vicenza

VanGoghFinalmente, dopo tanto sentirne parlare, abbiamo anche noi visitato la mostra su “Van Gogh, tra il grano e il cielo” allestita presso la Basilica Palladiana di Vicenza e aperta dallo scorso ottobre al prossimo aprile.
La prima nostra impressione è stata certamente che Van Gogh è sempre Van Gogh e vale sempre la pena di vederne le opere.
Dopo questa affermazione, intesa a porre le nostre osservazioni al di sopra di banalità epidermiche, entrando nel merito dell’esposizione, la nostra prima osservazione è la rilevanza data al disegno che occupa la fase iniziale dell’attività del pittore olandese; forse per dimostrare come da un livello istintivo, fuori di ogni considerazione accademica, nel disegno Van Gogh sia pervenuto a risultati più artisticamente maturi, bastava meno spazio di quello già ristretto allestito entro la Basilica palladiana.
Notevole invece la scelta dei soggetti, cioè degli umili lavoratori, uomini e donne che Van Gogh predilesse, cogliendone spesso un’intimità espressiva, con una resa artistica sempre più personale.
Ma Van Gogh non sarebbe Van Gogh senza il colore; qui, dopo i suoi promettenti inizi olandesi, si passa alla fase parigina sotto l’influsso degli impressionisti, per esplodere nei colori solari della Provenza
La Mostra di Vicenza presenta poche delle opere più famose di Van Gogh, limitandosi ad un livello forse inferiore ma sempre artisticamente all’altezza, per costruire un percorso teorico che, al di là del valore delle singole opere, a noi è parso poco convincente, soprattutto quando un’opera viene forzatamente letta in base ad una teoria da dimostrare.
Ci è stato infatti presentato, e questo è il limite della Mostra, più uno studio psicanalitico che una rassegna artistica, uno studio in cui spesso forzatamente si legge il colore come automatica espressione dello stato d’animo del pittore in quel momento. Così a Parigi, dove Van Gogh si arrabatta tra mille difficoltà, prevalgono tonalità di grigio, mentre solo in Provenza la sua tavolozza esplode nei colori solari, anche se qui è vissuto prevalentemente in una casa di cura.
L’arte di Van Gogh è più di una teoria psicanalitica; racchiudere ed inquadrare in questo senso la sua pittura è come cercare di incanalare un vulcano in eruzione. Come dire che Van Gogh non va obbligatoriamente capito e ricondotto entro schemi critici, ma va soprattutto ammirato per quella titanica esplosione di libertà assoluta, per quella forza incontenibile che le sue opere, anche quelle di Vicenza, esprimono.

Ferdinando Offelli - 12 novembre 2017

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