SCAFFALE

San Gaetano Thiene

391_S_GaetanoPubblicata in edizione riservata la tesi su “San Gaetano Thiene” discutendo la quale Rita Ferenzi si laureò in Lettere all’Università di Urbino nell’a.a. 1969-70.
La tesi percorre la vita del Santo che non risulta essere mai stato a Thiene, la città di cui porta il nome, facendola conoscere in tutto il mondo.
Va subito detto che non si tratta di un’opera agiografica, ma di uno studio storico, garantito dall’ateneo urbinate; uno studio che ripercorre le fasi della vita di Gaetano Thiene, che oggi debitamente ci appare come un grande riformatore del suo tempo.
Nato a Vicenza nel 1480 da una nobile e ricca famiglia dell’aristocrazia vicentina, non ancora ordinato sacerdote Gaetano Thiene si trovò ad essere protonotario in Vaticano, assistendo da vicino alle degenerazioni della Roma rinascimentale, nello stesso periodo di Martin Lutero, che dallo scandalo delle indulgenze trovò motivo di staccarsi da Roma, mettendo in dubbio, con le sue 49 tesi, i fondamenti stessi del Cattolicesimo romano.
Diverso, tutto interno all’istituzione ma altrettanto di rottura fu l’azione di Gaetano. Ordinato sacerdote, nel 1516, Gaetano si rese conto che la fede doveva essere vissuta intimamente; partecipò attivamente alle Confraternite del Divino Amore che da Roma portò a Vicenza, Verona e Venezia, dove si era trasferito.
Insieme a Gianpietro Carafa, il futuro Paolo III, e ad altri due compagni, propose al Pontefice la costituzione di un Ordine di Chierici Regolari, che oltre alla regola dell’obbedienza assoluta al Papa, aveva quella, rivoluzionaria, dell’assoluta povertà. Un ordine in cui per entrare bisognava disfarsi di tutti i beni materiali posseduti e contare solo sulla spontanea carità dei credenti, senza questue o elemosine.
Questo Ordine dei Chierici Regolari, che avendo come primo responsabile il Carafa, vescovo di Chieti, sarà chiamato dei Teatini, a poco a poco si espanse in tutto il mondo, divenendo punto di riferimento per la Riforma della Chiesa che si concretizzerà con il Concilio di Trento.
A questo Concilio fondamentale nella storia della Chiesa, Gaetano non parteciperà perché gli sforzi e gli stenti con cui vivrà, soprattutto tra i poveri di Napoli, lo porteranno ad una morte prematura, confuso con altri sventurati in una fossa comune ai tempi della peste.
Alla Tesi di Laurea su “San Gaetano Thiene” di Rita Ferenzi, è stato aggiunto un pieghevole che riporta il testo, e la spiegazione della sua importanza, di una lettera autografa di Gaetano Thiene del 1522, conservata presso la Chiesa di San Bernardino a Zugliano.
Questo documento, in sostanza una lista di debiti della sua famiglia che il futuro Santo si impegna a pagare di tasca propria, è importante perché costituisce il primo atto concreto di spogliazione dei suoi beni materiali, un gesto concreto che il Santo della Provvidenza compie per realizzare il principio della povertà assoluta dell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini.

Ferdinando Offelli - 2 dicembre 2017

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