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S.Antonio abate, Thienet ha 21 anni

sant_antonio_abate È nostra puntigliosa abitudine celebrare la festa del nostro patrono, S. Antonio Abate, che cade il 17 gennaio, giorno in cui 21 anni fa è stato messo on-line sulla Web, il nostro Thienet.
Non siamo sicuri dello ‘storico’ con cui ci presentiamo, e cioè che siamo all’edizione n. 772; di sicuro però c’è il fatto che eventualmente le nostre uscite sono di più e non di meno.
E come sanno i nostri visitatori, non ci gloriamo per il loro numero, proponendo le puntuali statistiche che il nostro provider ci offre sempre aggiornate. Non è il loro numero che ci interessa, bensì la loro qualità, la loro dimensione culturale, quelle che li spinge più o meno assiduamente a cliccare sul nostro indirizzo www.thienet.it.
Anche se, è doveroso ammetterlo, non brilliamo per la puntualità sistematica nell’uscita del nuovi numeri di Thienet; quello che comunque i nostri visitatori sanno di trovare sono la nostra opinione su vari aspetti della vita culturale del thienese.
Intanto nella nostra rivista elettronica non c’è pubblicità; è una scelta di fondo cui intendiamo attenerci, per non dover subire tutti quei condizionamenti che un contratto pubblicitario inevitabilmente impone.
Con Thienet nessuno guadagna o perde denaro, perché tutto si muove nell’ambito della più stretta gratuità nel dare o nel ricevere.
Abbiamo in precedenza già definito Thienet il nostro “francobollo di libertà culturale”, uno spazio se si vuole minimo, che non cerca consensi, ma dove noi possiamo essere noi stessi, con le nostre opinioni, le nostre idee, sempre comunque pronti a confrontarle con le opinioni e le idee degli altri.
Oggi in Italia, sul piano mass-mediatico, viviamo nella condizione di una democrazia bloccata; bloccata intendiamo dai condizionamenti dei padroni del mezzi di comunicazione, tutti tesi ai loro interessi e guadagni, a scapito di una informazione che permetta il formarsi di una opinione libera e democratica, senza condizionamenti di parte.
In questo senso, il 4 marzo, ci affidiamo a Thienet per non rischiare che pur con una apparente libertà di scelta, finiamo anche noi per votare quello che altri ci impongono di votare, senza accorgerci che una squilibrata campagna di disinformazione inevitabilmente determini il nostro voto.
E allora, comunque vada, noi, arroccati nel nostro francobollo di libertà culturale, continueremo nello sforzo di contribuire con una nostra opinione, al dibattito politico e culturale in corso, senza pensare di convincere alcuno, ma anche senza accettare di essere condizionati da altri.
Ogni tanto fa bene a tutti fermarsi, per guardarsi dentro e meditare sulla propria azione di informazione; un esame interiore che noi di Thienet facciamo ogni anno il 17 gennaio, con l’aiuto e la protezione di S. Antonio abate.

Ferdinando Offelli - 17 gennaio 2018

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