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	<description>La rivista on-line di Thiene e dintorni</description>
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		<title>La Regina di Pomerania</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora da Andrea Camilleri un’opera che ci procura il “piacere di leggere”, per quanto con le solite difficoltà e incertezze nel capire il dialetto siciliano dell’autore. Stavolta si tratta di “La Regina di Pomerania”, edito come sempre dalla Sellerio Editrice Palermo nel 2012. L’opera ha come sottotitolo “e altre storie di Vigàta” il che spiega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/41_Pomerania.jpg" alt="41_Pomerania" title="41_Pomerania" width="255" height="354" class="alignleft size-full wp-image-738" />Ancora da Andrea Camilleri un’opera che ci procura il “piacere di leggere”, per quanto con le solite difficoltà e incertezze nel capire il dialetto siciliano dell’autore.<br />
Stavolta si tratta di “La Regina di Pomerania”, edito come sempre dalla Sellerio Editrice Palermo nel 2012.<br />
L’opera ha come sottotitolo “e altre storie di Vigàta” il che spiega non solo l’ambientazione ma anche la struttura. Si tratta infatti di una raccolta di 8 racconti, ciascuno dei quali è strutturato al suo interno per capitoli, quasi fosse un mini-romanzo.<span id="more-737"></span><br />
Non potendo evidentemente trattarli in profondità, dobbiamo solo accennare ai vari. Così “Romeo e Giulietta” è ambientato nei festeggiamenti per il nuovo secolo, il<br />
1900 che a Vigatà presero la forma di un ballo mascherato, occasione che, come a Montecchio, permise al giovane virgulto di una importante famiglia del paese di avere una fugace visione, e una breve conversazione, con la giovane figlia della famiglia rivale. Qui il finale è meno tragico.<br />
“I duellanti” è il racconto di una acerrima concorrenza tra due produttori di gelato, con la corsa al progresso per offrire il prodotto migliore, finché la morte di uno dei due fa perdere all’altro la voglia di vendere gelati.<br />
“Le scarpe nuove” sono quelle che un giovane si compera poco prima di essere chiamato a fare il militare in guerra e che nessuno della famiglia metterà mai.<br />
“La regina di Pomerania” è la storia esilarante di una finta regina di uno stato inesistente che riesce ad ammaliare i maggiorenti di Vigàta, al punto da sfruttarli sia sul piano industriale che nel gioco a carte.<br />
“La lettera anonima” narra di una Vigàta invasa da lettere anonime. Il presunto colpevole è un marito che invece riceve a sua volta lettere anonime relative ai viaggi settimanali della moglie, dove seguendola di nascosto scoprirà la verità.<br />
Altra grande bidonata ai semplicioni di Vigàta è il racconto relativo alla “Seduta Spiritica”, con naturalmente l’atmosfera e i fumi del caso.<br />
“L’uovo sbattuto” è la storia di un marchese che per poter entrare in possesso dell’eredità deve maritarsi; sembra trovare l’anima gemella in una procace servetta che lo agita tutta la notte, per rimetterlo in sesto al mattino con un “uovo sbattuto”.<br />
“Di padre ignoto” è la storia di una orfanella che per aver interpretato la parte della Madonna in una rappresentazione in chiesa, diventa oggetto di culto, ma anche di pelle-grinaggi pomeridiani da parte dei signorotti locali, parroco compreso, finché alla sua morte il figlio senza padre scopre la verità.<br />
Come si vede ogni storia, condotta con giusto ritmo narrativo e una giusta dose di suspence,  va verso un finale a sorpresa che sembra dettato dal “gusto di raccontare” di Andrea Camilleri.</p>
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		<title>Espone Antonio Licciardi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendono con la Mostra di Pittura di Antonio Licciardi (in arte Antolico) gli incontri delle Serate d’Arte organizzate ormai da anni da Livio Trevisi presso il Ristorante-Pizzeria “dai Cuomo”. Di Antonio Licciardi si può dire che è nato a Lucera, in provincia di Foggia, che vive e lavora a Vicenza dalla fine degli anni ’70, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/43_Licciardi.jpg" alt="" title="43_Licciardi" width="230" height="354" class="alignleft size-full wp-image-735" />Riprendono con la Mostra di Pittura di Antonio Licciardi (in arte Antolico) gli incontri delle Serate d’Arte organizzate ormai da anni da Livio Trevisi presso  il Ristorante-Pizzeria “dai Cuomo”.<br />
Di Antonio Licciardi si può dire che è nato a Lucera, in provincia di Foggia, che vive e lavora a Vicenza dalla fine degli anni ’70, <span id="more-734"></span>e che, cominciata la sua carriera in un liceo artistico, ha seguito un percorso formativo da auto-didatta. Membro fondatore del Circolo Culturale “Amici per l’Arte” di Vicenza, fa parte del Gruppo Artisti Scledensi.<br />
Proprio per il fatto di non averlo conosciuto in precedenza, non ci è possibile fare riferimento ad una sua evoluzione artistica, evoluzione che, per quanto qui esposto, mi sembra sia comunque pervenuta ad una maturità espressiva, fatta di una visione armonicamente equilibrata e di uno stile assolutamente personale.<br />
Eppure, del tutto evidenti, anche perché in nessun modo nascoste, sono le influenze pittoriche di riferimento. La più evidente è la pittura metafisica di De Chirico, che anche in Antonio Licciardi diventa non solo di lineare chiarezza, ma soprattutto fatta di essenzialità nella disposizione degli elementi pittorico-espressivi.<br />
Quella di Antonio Licciardi è per la gran parte una pittura astratta, di quel primo astrattismo che si rifà a Braque, oltre che chiaramente a Picasso. Potremmo discutere a lungo, come fanno oggi i critici d’arte, sul fatto che quella di Picasso sia arte “astratta” o semplicemente una scomposizione informale della figura. Resta il fatto che la lezione di Picasso è arrivata a Antonio Licciardi il quale, partendo dal pittore spagnolo si è evoluto verso una pittura informale in cui utilizza a suo modo la lezione del maestro.<br />
Ma, date per acquisite queste influenze artistiche di riferimento, si può dire che attraverso un loro originale connubio Antonio Licciardi sia pervenuto ad un suo stile pittorico personale in cui coniuga forme e colori secondo una sua armonicamente equilibrata visione della vita.<br />
Per tentare di spiegarci, ci verrebbe da dire che la pittura “metafisica” di Antonio Licciardi è comunque diversa da quella di De Chirico, non solo per la distanza che corre tra i due, ma anche perché risponde ad un diverso modo di concepire la vita. Quella di De Chirico ha intrinseca la natura di una tragedia classica, quella disperazione esistenziale tipica dell’uomo che sta “solo sul cuor della terra”, mentre “è subito sera”, come dice Quasimodo; a questa visione profondamente tragica Antonio Licciardi oppone invece una visione più serena, meno angosciante, anche perché ci lascia dei punti di riferimento visivi rasserenanti, con un gioco dei colori attraverso cui comunica sensazioni ed emozioni frutto di una sua capacità inventiva e di una espressività creatrice.<br />
Lo stesso dicasi per le opere “picassiane”, mi si passi la definizione, di Antonio Licciardi. Quella che nel maestro spagnolo è una scomposizione della figura, in lui diventa una re-invenzione della realtà ai fini espressivi, cioè fatta per chiarire meglio il pensiero o il sentimento che vuole esprimere con un nuovo alfabeto di simboli e immagini.<br />
Quindi quella di Antonio Licciardi è una pittura che tende alla ricerca di nuove forme e di nuovi simbologie attraverso cui esprimere il proprio pensiero. Non potendo qui entrare, anche solo a scopo esemplificativo, nello specifico di qualche opera, non ci resta che consigliare al visitatore che si pone di fronte ad un quadro di Antonio Licciardi, di astrarsi per un attimo dal mondo circostante per cercare di sintonizzarsi su quello che l’autore con quell’opera cerca di esprimere, sempre secondo il principio che l’arte astratta va “sentita” mentalmente, più che semplicemente “vista” con gli occhi.<br />
Si entrerebbe così in un mondo che, più che metafisico, ci pare appartenga ad una visione onirica della realtà immaginata, una visione fatta cioè della stessa qualità di cui sono fatti i sogni.<br />
Nel rappresentare questa sua nuova e fresca visione della vita, Antonio Licciardi si dimostra quello che si potrebbe definire un maestro del colore. Nello stesso modo in cui le sue strane figure ci introducono spesso nel mondo dei sogni, il colore sembra avere la funzione di tenerci ancorati o di riportarci alla pur complessa realtà della vita.<br />
Sul piano tecnico le figure di Antonio Licciardi, pur con nuove forme di sua invenzione, sono quasi sempre ben de-finite, contornate di nero per racchiuderle in una composizione fatta di zone uni-cromatiche chiaramente delimitate, con poche o nessuna gradazione coloristica.<br />
Ecco allora che i colori conservano la loro fondamentale purezza, ben racchiusa entro le zone bordate di nero, mentre è dall’accostamento dei vari colori che si crea un equilibrio d’insieme all’interno della singola opera, con atmosfere che solo qualche volta cedono alla malinconia più o meno metafisica, a quei silenzi che da assordanti sono diventati quelli meditanti delle atmosfere delle visioni oniriche, e che restano sempre ben al di qua della disperazione esistenziale, arrivando al massimo a forme di doverosa denuncia della solitudine umana cui talvolta, pur tra la folla vociante, la vita ci costringe.</p>
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		<title>Thiene: Elezioni Amministrative 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo la nostra ormai inveterata abitudine, abbiamo evitato, durante la campagna elettorale, di entrare nel merito delle varie liste per le Elezioni Amministrative 2012, riservandoci come sempre di esprimere alcune nostre considerazioni, più che una valutazione politica, sui risultati, che sono ufficiali e riassunti nella tabella. Il primo dato da commentare ci sembra quello del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/42_Elezioni.jpg" alt="Elezioni2012" title="Elezioni2012" width="354" height="117" class="alignleft size-full wp-image-731" />Secondo la nostra ormai inveterata abitudine, abbiamo evitato, durante la campagna elettorale, di entrare nel merito delle varie liste per le Elezioni Amministrative 2012, riservandoci come sempre di esprimere alcune nostre considerazioni, più che una valutazione politica, sui risultati, che sono ufficiali e riassunti nella tabella.<br />
Il primo dato da commentare ci sembra quello del candidato Gianni Casarotto che, sostenuto da una pluralità di forze crediamo mai registrata a Thiene, ha sfiorato il passaggio al primo turno, fermandosi al 46,58% dei voti. Come dire che quasi la metà degli elettori thienesi, pur pensando politicamente in modo diverso, ha scelto di cambiare il Sindaco. <span id="more-730"></span><br />
Maria Rita Busetti, Sindaco uscente, sull’onda delle attuali difficoltà politiche della Lega Nord, è andata incontro ad una batosta elettorale imprevedibile in termini numerici. Se la sua lista ha ottenuto il 29,86%, accedendo al diritto di andare ballottaggio di domenica prossima, non possiamo non notare che a Thiene la Lega Nord da sola non arriva al 15% (14,89).<br />
Eppure a sostegno della sua lista in queste settimane la Busetti aveva mosso il golgota leghista, da Bossi, a Maroni, da Zaia a Tosi.<br />
Incapace di accettare le ragioni della sua sconfitta, il sindaco uscente ha naturalmente dato la colpa … a Monti, avviando una crociata contro l’Imu.<br />
Le liste minori come l’Idv del candidato a Thiene sconosciuto Parolin, non è arrivata al 2%, mentre Veneto Stato con Marco Busato ha sfiorato il 4%.<br />
Resta anche a Thiene la sorpresa della lista di Beppe Grillo che, con la candidata Alessia Gamba, ha superato il 18%.<br />
A noi sembra sia stata la lista che ha raccolto la protesta, quella protesta che, presente in ogni elezione, si catalizza di volta in volta su qualche formazione, per poi spostarsi su un’altra nella elezione successiva.<br />
Anche se non abbiamo assistito al comizio di Grillo, siamo sufficientemente documentati sul Movimento 5 Stelle per poter affermare che la loro è una protesta che non riesce a concretizzarsi in proposta; e quando parliamo di proposta, intendiamo dei progetti concretamente operativi da portare in Consiglio Comunale per l’approvazione.<br />
Siamo piuttosto all’anti-politica con la quale si fa di tutto, ci si può anche divertire ad ascoltare le ossessioni di Beppe Grillo, ma dopo aver riso, il problema resta il “fare” qualcosa.<br />
A Sarego, ci chiediamo, il neo-Sindaco grillino farà politica o continuerà con l’antipolitica protestataria e irriverente?<br />
Ci si permetta infine un’ulteriore considerazione; senza la dispersione dei voti dell’Idv e dei grillini, l’appoggio politico al candidato Casarotto avrebbe permesso di farlo eleggere al primo turno come, a saperli ascoltare, i thienesi hanno mostrato di volere.<br />
E così ancora una volta Beppe Grillo e i suoi, per essere comunque “oltre”, finiscono per essere politicamente funzionali alla Lega Nord, come lo sono stati con Berlusconi.</p>
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		<title>Laurea triennale in 14 mesi!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 13:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È largamente risaputo che quando si parla della famiglia Bossi, siamo di fronte a pozzi di scienza che in campo sco-lastico è difficile trovarne di uguali. Secondo Marco Travaglio, papà Umberto Bossi, oltre che essere stato in gioventù iscritto a Pci, voleva assolutamente diventare medico. Lungi dall’idea, del tutto banale, di mettersi con impegno a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/040_Trota.jpg" alt="040_Trota" title="040_Trota" width="413" height="214" class="alignleft size-full wp-image-717" /> È largamente risaputo che quando si parla della famiglia Bossi, siamo di fronte a pozzi di scienza che in campo sco-lastico è difficile trovarne di uguali.<br />
Secondo Marco Travaglio, papà Umberto Bossi, oltre che essere stato in gioventù iscritto a Pci, voleva assolutamente diventare medico. <span id="more-716"></span><br />
Lungi dall’idea, del tutto banale, di mettersi con impegno a frequentare l’università e a studiare, il nostro, senza mai conseguire la laurea in medicina, ha organizzato addirittura per due volte la festa di laurea, e per anni ha fatto credere alla moglie, non quella attuale, quella di prima, di andare quotidianamente in un ambulatorio ad esercitare la professione medica; è stato qui che, ad una sua telefonata, la moglie ha saputo che lì, in quell’ambulatorio, non aveva mai esercitato alcun dott. Bossi.<br />
Con questi precedenti, non sapendo cos’altro fare, l’Umberto si è invaghito di Bravehearth ed è diventato capo della Lega Nord, proponendosi di annettere il nord dell’Italia alla fantomatica inesistente Padania contando su  300 mila doppiette bergamasche e invitando una signora di Venezia a gettare il tricolore nel… (proprio non ci riesce di scriverlo).<br />
Figlio di tale padre è Lorenzo, o Renzo Bossi, che sarebbe stato bocciato per 3 volte alla maturità perché, ha spiegato “Mi piace fare le cose come si deve: sono un perfezionista”.<br />
   “Visto? L’università non serve!” ha invece spiegato la saputina leghista Maristella Gelmini,  quella del tunnel del Gran Sasso, decisamente il peggior ministro della Pubblica Istruzione che da sempre abbiamo avuto in Italia, quando Renzo Bossi, coi voti di papà, è stato eletto al consiglio regionale della Lombardia, probabilmente mentre Formigoni era in vacanza in qualche spiaggia esotica.<br />
Ora quel rampollo che si autodefinisce “dopo mio padre sono il maggiore sogno erotico delle femmine padane”, a smentire una non esaltante storia scolastica di famiglia, ha brillantemente conseguito nel 2010, per soli circa 4 mila euro, pagati dal conto The Family della Lega Nord, e in soli 14 mesi, la Laurea Triennale (dicesi triennale, cioè normalmente conseguibile dopo 3 anni di studio) attribuitagli dal Rettore dell’Università privata Kristal di Tirana, in Albania, proprio quell’Albania da dove provengono gli odiati immigrati che impestano la Padania, laurea in Gestione Aziendale, naturalmente “Magna cum Laude”.<br />
La polizia albanese sta ora indagando perché se Renzo Bossi è andato, certo non a frequentare ma anche solo a ritirare il diploma di laurea, ci sarebbe andato, lui, il figlio di Bossi, “da clandestino”.<br />
Come vede, on. Maroni, con la sua “scopa padana” sta solo togliendo un po’ di povere alla struttura marcescente di una Lega Nord che puzza dalla testa!</p>
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		<title>Esilio</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 13:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro terribile, sconsolante, dove si mescolano più temi sociali, scritto con una efficacia narrativa assolutamente moderna; il titolo è “Esilio”, edito da “Il Saggiatore” di Milano nel 2012. L’autore, il danese Jakob Ejersbo, morto di cancro nel 2008 a 40 anni di età, autore di tre romanzi, di cui questo è il primo ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/037_Esilio.jpg" alt="037_Esilio" title="037_Esilio" width="230" height="354" class="alignleft size-full wp-image-714" />Un libro terribile, sconsolante, dove si mescolano più temi sociali, scritto con una efficacia narrativa assolutamente moderna; il titolo è “Esilio”, edito da “Il Saggiatore” di Milano nel 2012.<br />
L’autore, il danese Jakob Ejersbo, morto di cancro nel 2008 a 40 anni di età, autore di tre romanzi, di cui questo è il primo ad essere pubblicato.<span id="more-713"></span><br />
L’ambientazione è la Tanzania, lo stato africano dove Jakob Ejersbo è vissuto a lungo con i genitori che si occupavano di una organizzazione umanitaria.<br />
La storia narrata,  che probabilmente si rifà ad una esperienza direttamente conosciuta, è quella di Samantha, una ragazza adolescente che cresce e studia in Tanzania dove si sono trasferiti i suoi genitori inglesi. Samantha ha una sorella, più socialmente integrata e che si sposa con un funzionario di una compagnia aerea.<br />
E qui cominciano i temi trattati e che si intrecciano nella narrazione. Anzitutto la crisi della famiglia, con la madre che è dedita all’alcool e a difficoltà riesce a gestire un albergo;  il padre è un soldato mercenario, a lungo assente sui vari teatri delle ricorrenti guerre che travagliano la moderna Africa. Ad un certo punto il padre mette incinta una cameriera, una delle tante donne cui è dedito, e le affida la gestione dell’hotel, mentre la madre torna in Inghilterra.<br />
La novità del romanzo è che ci presenta la vita delle comunità dei bianchi che vivono in Africa; non sono africani, anche se subiscono il fascino dell’ambiente, ma europei, con la mentalità europea fatta di cinico sfruttamento economico delle ricchezze che certe zone dell’Africa, come la Tanzania, possono offrire.<br />
Samantha sfoga la sua irrequietezza di figlia con una famiglia disgregata nel suo comportamento di studentessa della scuola internazionale che frequenta; viene più volte punita per lo scarso profitto e per l’atteggiamento di sfida verso le regole della scuola, droga compresa.<br />
È così che, per approcci successivi  e che la  ragazza riesce a con-trollare fino ad un certo punto, si inizia al sesso, anche se la prima vera esperienza è un atto di violenza da parte di un compagno di scuola; il conseguente procurato aborto non sembra per lei un fatto traumatico, anche se si sentirà a lungo “mamma mancata”.<br />
Di positivo c’è sempre il rapporto con la sorella Allison che vive una vita normale, fatta del matrimonio e della nascita di un figlio. La sorella diventa inevitabilmente la figura sostitutiva della madre, mentre la figura del padre viene da lei vista in Victor, un affascinante giovane uomo, già sposato e in attesa di un figlio, che si rivelerà un cinico trafficante di armi e di droga; con lui più che di amore si dovrebbe parlare di sesso.<br />
Come si vede sono aspetti abbastanza comuni nella moderna società europea, ma che qui sono visti e ambientati nella realtà africana, in rapida e turbolenza evoluzione. Ma è comunque il mondo che Samantha conosce e in cui ha finora vissuto, venendo iniziata alla vita, mentre all’orizzonte per lei appare terribile la prospettiva di essere mandata in Inghilterra dalla madre, ciò che sente come un “esilio” e che eviterà solo perché stroncata da una overdose.<br />
Quello che comunque colpisce di questo romanzo è lo stile narrativo, fatto di frasi brevi e ritmo sincopato, senza alcuna concessione al sentimento; insomma una visione della vita già vecchia e senza prospettive, e dove la giovinezza sembra solo una energia da bruciare in se stessa.</p>
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		<title>Verso un socialismo senza ideologie</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 13:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti sono i motivi per cui in tutta Europa sono diventate importante le elezioni in Francia; evidentemente ognuno tende a mettere in evidenza quelli che più rispondono alle sue idee e alle sue aspettive. Certo i dati elettorali emersi dal primo turno di votazioni sono eclatanti, non tanto per il prevalere di Hollande sul presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/038_francois-hollande.jpg" alt="038_francois-hollande" title="038_francois-hollande" width="354" height="327" class="alignleft size-full wp-image-710" /><br />
Molti sono i motivi per cui in tutta Europa sono diventate importante le elezioni in Francia; evidentemente ognuno tende a mettere in evidenza quelli che più rispondono alle sue idee e alle sue aspettive.<br />
Certo i dati elettorali emersi dal primo turno di votazioni sono eclatanti, non tanto per il prevalere di Hollande sul presidente uscente Sarkozy, quanto più per quel 20 % an-dato alla destra xenofoba di Marie Le Pen.<span id="more-708"></span><br />
Al turno di ballottaggio siamo arrivati con una residua percentuale di vantaggio per Hollande data dai sondaggi, tanto che il dubbio è ora se la forbice che i sondaggisti si concedono come margine di errore, possa modificare le previsioni.<br />
A noi in particolare ha fatto specie leggere che nel loro scontro televisivo del 2 maggio, affrontando i temi della crisi economica, Hollande ha risposto a Sarkozy, che lo aveva accusato di essere amico di Zapatero e di Papandreu, leader di sinistra &#8220;travolti dalla crisi economica&#8221;, che &#8221;anche il suo amico Berlusconi, ha avuto una gestione pessima&#8221;.<br />
E quando Hollande ha ricordato a Sarkozy che entrambi  (lui e Berlusconi) sono nel Partito popolare europeo, il presidente francese voluto chiarire che &#8220;Berlusconi non fa parte del mio partito&#8221;; giusto per prendere le distanze, dimostrando la considerazione che l’ex-premier ha in Europa.<br />
Forse perché non siamo immersi direttamente nelle polemiche elettorali francesi, che ci sembrano per molti versi accuse sul piano personale, abbiamo la possibilità di intravvedere cosa in realtà stia sullo sfondo di queste elezioni.<br />
Da una parte una politica di destra portata duramente avanti da Sarkozy in questi anni, in stretta collaborazione con l’impianto rigorosamente economicistico della tedesca Merkel. Una politica di destra che ha strozzato la Francia, esattamente come la politica rigorista di Monti sta strozzando l’Italia, mentre la prospettiva dello sviluppo è ancora nell’ambito delle promesse, più o meno elettorali.<br />
Da questa impasse sembra si possa uscire da destra, con un populismo xenofobo con cui si vorrebbe difendere dagli immigrati una cittadella di privilegi che ormai non esiste più da anni, se non a livello di pura anti-politica, alla Le Pen in Francia o alla Grillo e Lega in Italia.<br />
Oppure si può uscire a sinistra, con quello che Hollande ha chiamato un “socialismo senza ideologia”, basato cioè sul rispetto delle regole economiche, ma tenendo conto anche della realtà sociale su cui certi provvedimenti restrittivi vengono calati.<br />
La “tassa sul macinato” di Quintino Sella, per fare un esempio storico, non era iniqua solo perché tassava un bene comune come il pane, ma perché inevitabilmente costringeva qualcuno a privarsi del pane, e quindi alla denutrizione e alla fame.<br />
Hollande, in caso di vittoria elettorale, non si propone di rimettere in discussione tutto, ma di cercare di rendere i provvedimenti governativi compatibili con la condizione di vita delle fasce meno abbienti della società.<br />
Questo è il “socialismo senza ideologie” che anche noi condividiamo.</p>
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		<title>Poveri, ma con dignità</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa eravamo intervenuti per chiedere al governo Monti dove fosse la equità che lui e i suoi ministri continuavano a dare per scontata, senza che noi riuscissimo a vederla. Poi da un giornale radio ascoltato in auto apprendiamo che secondo l’Istat il 45% dei pensionati vive con meno di mille euro al mese; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/04/36_monti_riforma_lavoro.jpg" alt="36_monti_riforma_lavoro" title="36_monti_riforma_lavoro" width="354" height="339" class="alignleft size-full wp-image-699" /><br />
Qualche settimana fa eravamo intervenuti per chiedere al governo Monti dove fosse la equità che lui e i suoi ministri continuavano a dare per scontata, senza che noi riuscissimo a vederla.<br />
Poi da un giornale radio ascoltato in auto apprendiamo che secondo l’Istat il 45% dei pensionati vive con meno di mille euro al mese; più specifico un messaggio arrivatoci sul telefonino, secondo cui, sempre secondo i dati Istat,  oltre 1 pensionato su 10 riceve meno di 500 euro al mese, mentre 1 donna su 2  ha una pensione inferiore ai mille euro il mese.<span id="more-698"></span><br />
Essendo dati Istat non solo li riteniamo credibili, ma anche ci fanno pensare che se li conosciamo noi, a maggior ragione dovrebbe conoscerli anche Monti e il suo governo.<br />
Così come Monti e il suo governo dovrebbero sapere che su queste pensioni cadono poi i mille balzelli che ci sono stati imposti in questi mesi in nome del necessario e urgente rigorismo economico.<br />
Noi non siamo economisti, forse non siamo così impegnati a seguire l’andamento dei titoli azionari che non possediamo, mentre proprio non ci riesce di soffrire per il fatto che lo spread sia sopra o sotto i 400 punti.<br />
Noi l’andamento dell’economia lo valutiamo in termini di figli disoccupati, di aumenti dei prezzi e delle tariffe, magari perché è nel frattempo aumentato il prezzo della benzina che, per via delle accise nessuno ha interesse a controllare; non crediamo di scoprire una grande legge economica dicendo il se aumenta il costo della benzina, i commercianti aumentano i prezzi ed a pagare in definitiva siamo sempre noi che pur dobbiamo vivere.<br />
Noi, intendiamo, quelli tartassati dal 45% delle tasse sul reddito, con in più ticket e tariffe sempre in aumento da pagare, a cominciare dall’Imu, che a Thiene sarà anche facile, ma che incide sul nostro reddito.<br />
Poi, sempre da notizie di stampa veniamo a saper che sono più di 4 milioni i lavoratori attivi il cui contratto di lavoro scaduto da tempo non è stato rinnovato, mentre sempre dati ufficiali ci dicono che i salari e gli stipendi dei lavoratori italiani sono tra i più bassi nell’ Europa dell’euro.<br />
Il tutto mentre ci vorreste far credere che il paradiso futuro che ci attende passi inevitabilmente per l’abolizione dell’art.18, in nome di una libertà di licenziare; queste, ci permetta, più che favole sono balle!<br />
Presidente Monti, noi sapendo dal periodo da cui proveniamo, finora abbiamo avuto fiducia nella sua azione di governo, siamo disposti a fare i sacrifici che lei ci chiede; ma lei, per la serietà che la contraddistingue, per favore non ci racconti favole e soprattutto rispetti la nostra dignità di cittadini consapevoli.<br />
Se come va predicando in Europa, dopo il rigore bisogna pensare allo sviluppo, resta da stabilire come questo debba realizzarsi.<br />
Che queste misure che ci sfiancano e ci impoveriscono ogni giorno di più, servano per la crescita, noi la consideriamo una &#8230;favola, soprattutto perché disoccupati, esondati o comunque noi tutti, con meno soldi a disposizione, consumiamo meno, compriamo di meno e quindi si produce meno, con fabbriche che chiudono e imprenditori che si suicidano.<br />
Quindi non ci ammanti il rigore cui siamo costretti con la favola del futuro sviluppo; nella offensiva umiliazione quotidiana, finché non trova modo di tassarcela, ci lasci almeno la dignità!</p>
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		<title>Itis Galileo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando, superando una montagna di fastidiosa pubblicità, vale la pena di guardare la tv! Stiamo parlando dello spettacolo “Itis Galileo” di Marco Paolini, andato in scena il 24 aprile sulla 7, in diretta dai laboratori sotterranei di fisica nucleare del Gran Sasso, di fronte a 45 tecnici, con tanto di elmetto di protezione e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/04/34_galileo-paolini.jpg" alt="34_galileo-paolini" title="34_galileo-paolini" width="257" height="354" class="alignleft size-full wp-image-695" /><br />
Quando, superando una montagna di fastidiosa pubblicità, vale la pena di guardare la tv! Stiamo parlando dello spettacolo “Itis Galileo” di Marco Paolini, andato in scena il 24 aprile sulla 7, in diretta dai laboratori sotterranei di fisica nucleare del Gran Sasso, di fronte a 45 tecnici, con tanto di elmetto di protezione <span id="more-694"></span>e che vengono invitati a fare “un minuto di rivoluzione”, intendendo con questo la distanza che la Terra copre in quel lasso di tempo girando intorno al Sole.<br />
Paolini ha ripercorso alla sua maniera la vita di Galileo Galilei, partendo dall’Università di Padova fino ad incappare nelle grinfie della Inquisizione, per aver affermato che è la Terra che si muove intorno al sole e non il Sole attorno alla Terra.<br />
Le prime scoperte, la costruzione del cannocchiale, con riferimenti ad Aristotele, Keplero, Giordano Bruno, Copernico, inserti di commedia dell’arte e brani in “lingua ma-dre”, cioè in veneziano, come dice l’attore, dal Dialogo sopra i massimi sistemi. E lo spiraglio di ottimismo, presto svanito, offerto da Urbano VIII, il Papa astronomo, che  invita Galilei in Vaticano.<br />
Di fronte alla scientificità della sua teoria, fatta di scoperta e di studio razionale da parte per grande scienziato, la Chiesa oppose il testo della Bibbia, tanto che Galileo fu costretto alla abiura, per non venire scomunicato.<br />
È il tema del contrasto tra religione e scienza a suo tempo affrontato da Bertold Brecht e che la Chiesa pensava aver chiuso con il perdono chiesto a Galileo da Papa Giovanni Paolo II, anche se restano tuttora aperte le grandi questioni sulla ricerca scientifica relativa alle bio-tecnologie e alla genetica.<br />
«Il punto è che la scienza non produce coscienza &#8211; dice Paolini &#8211; Chi decide i limiti alla ricerca? Fin dove si può spingere la genetica? Chi stabilisce la soglia? Diamo per scontato che bisogna studiare per &#8220;avere scienza&#8221;, ma non che bisogna studiare per &#8220;avere coscienza&#8221;.<br />
Ecco allora il problema scuola, o meglio dell’educazione che dovrebbe mirare alla formazione delle menti e delle coscienze; è il problema dei problemi, perché come spiega Paolini:«Il problema dell&#8217;educazione si traduce così: non si può fare formazione scientifica se al tempo stesso non si fa formazione delle coscienze».<br />
Già Bertold Brecht aveva puntato la sua attenzione su quello che avvenne nella vita di Galileo Galilei dopo la condanna delle sue teorie, quando ormai anziano di 70 anni (un’eccezione per quei tempi) fu costretto a vivere praticamente agli arresti domiciliari, assistito dalle suore e ormai quasi cieco.<br />
È allora che avviene la vera rivoluzione: Galileo si rimette a lavorare. È un uomo cancellato, senza prestigio, la cui credibilità è stata azzerata. Eppure riparte, e riparte proprio dalla fisica. Ne scaturirà un libro potente, “Il Dialogo sui massimi sistemi” che un visitatore veneziano porterà fuori dalla casa di Galileo nascondendolo nelle mutande, per farlo stampare nella protestante Olanda.<br />
Interessanti le considerazioni di Paolini: “Ebbene, quando in scena affronto questo passaggio, mi viene in mente che sto parlando a un Paese di vecchi e in declino. Galileo è un&#8217;eccezione a tutto questo: è l&#8217;espressione di ciò che un uomo può fare nella terza età della vita, dell&#8217;importanza della formazione fino alla vecchiaia, del saper ripartire do-po la sconfitta&#8230; Pensavo che tutto ciò colpisse l&#8217;immaginazione degli anziani, invece ho scoperto che affascina i giovani». </p>
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		<title>Hysteria</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa con un film leggero, dal caratteristico “humour” inglese la stagione 2011-12 dei Cineincontri presso il Cinema S.Gaetano di Thiene; si tratta del film “Hysteria” di Tanya Wexler, uscito nelle sale lo scorso 24 febbraio. Per capire da dove nasca l’umorismo, basterà dire che il film tratta “l’invenzione del vibratore”, da parte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/04/33_Hysteria.jpg" alt="33_Hysteria" title="33_Hysteria" width="354" height="260" class="alignleft size-full wp-image-691" /><br />
Si è conclusa con un film leggero, dal caratteristico “humour” inglese la stagione 2011-12 dei Cineincontri presso il Cinema S.Gaetano di Thiene; si tratta del film “Hysteria” di Tanya Wexler, uscito nelle sale lo scorso 24 febbraio.<span id="more-690"></span><br />
Per capire da dove nasca l’umorismo, basterà dire che il film tratta “l’invenzione del vibratore”, da parte di tal Joseph Mortimer Granville, cambiandone però la professione e l’utilizzo, in quanto avrebbe dovuto servire per massaggiare i muscoli.<br />
Nel film il dott. Mortimer Granville è un giovane medico che tenta di far applicare le moderne scoperte della medicina, tra cui la teoria dei germi, al mondo ottuso della medicina tradizionale, venendo per questo continuamente licenziato.<br />
Mortimer era un povero orfano che la famiglia Granville aveva adottato e fatto studiare, e che ora vive con uno strampalato erede e benefattore, Edmund, pericolosamente impegnato in esperimenti sull’elettricità.<br />
Mortimer trova un impiego presso lo studio del dott. Dalrymple, uno studio estremamente esclusivo, dove con tutta la discrezione del caso cura l’isteria femminile con un metodo che in pochi minuti porta lo spettatore dalla seriosità scientifica alla crassa risata, considerato che la “cura” consiste nella manipolazione, o più precisamente nella masturbazione della signora da parte del medico “operante”.<br />
Il tutto avviene naturalmente secondo i canoni della più stretta riservatezza e pruderie vittoriana, con un baldacchino che opportunamente nasconde la zona dell’operazione della signora stesa nella posizione ginecologica.<br />
Il dott. Dalrymple è vedovo ed ha 2 figlie; una, la seconda, Emily, vive in casa con lui e si diletta in frenologia; il padre la spinge al fidanzamento con Mortimer, cui ha intenzione di affidare  lo studio.<br />
L’altra, Charlotte, è invece una suffragetta femminista e gestisce una scuola per i poveri, cui da rivoluzionaria insegna a lavarsi le mani prima dei pasti; purtroppo pero l’iniziativa di Charlotte stenta a sopravvivere per mancanza di fondi, che per primo il padre si rifiuta di darle.<br />
Licenziato per la cura non soddisfacente ad una cantante spagnola, Mortimer casualmente intuisce che i risultati potrebbero essere migliori adattando alla bisogna un aggeggio elettrico che Edmund aveva pensato per spolverare i mobili senza fatica.<br />
Provata su una prostituta in servizio come serva in casa Dalrymple, l’invenzione si dimostra molto efficace, tanto da curare “l’isteria” della cantante spagnola in modo assolutamente soddisfacente.<br />
Ma, come nelle favole, Mortimer abbandona la cura dell’isteria col massaggiatore elettrico, e con i proventi permette a Charlotte, di cui si è intanto innamorato, e che è finita in carcere per aver aggredito un policeman, di realizzare una struttura per ospitare i suoi orfani.</p>
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		<title>Giornata di ricordo di Giacomo Chilesotti</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Offelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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		<description><![CDATA[L’abbiamo vissuta tutta, intensamente, la giornata del 27 aprile, in cui ricorreva, nell’anno dei 100 anni dalla nascita, il 67° anniversario della morte di Giacomo Chilesotti, il leggendario comandante “Nettuno”, medaglia d’oro della Resistenza. Si è cominciato alla mattina con una S. Messa di suffragio di Giacomo, così come di Giovanni Carli e di Attilio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.thienet.it/wp/wp-content/uploads/2012/04/giacomo.jpg" alt="giacomo" title="giacomo" width="322" height="472" class="alignleft size-full wp-image-685" /><br />
L’abbiamo vissuta tutta, intensamente, la giornata del 27 aprile, in cui ricorreva, nell’anno dei 100 anni dalla nascita, il 67° anniversario della morte di Giacomo Chilesotti, il leggendario comandante “Nettuno”, medaglia d’oro della Resistenza.<br />
Si è cominciato alla mattina con una S. Messa di suffragio di Giacomo, così come di Giovanni Carli e di Attilio Andreetto, che con lui sono caduti; il celebrante, parroco della Conca, li ha avvicinati al Cristo, anche lui morto per la liberazione dell’uomo.<br />
È seguita, presso il Padiglione Fieristico di Via Vanzetti a Thiene la presentazione del n. 8 dei Quaderni della Resistenza, <span id="more-684"></span>ad opera di Benito Gramola e di Francesco Binotto, ed interamente dedicato a Giacomo Chilesotti, con la commovente presenza e testimonianza della staffetta partigiana, prof. Tridenti.<br />
Benito Gramola ha voluto dire una parola definitiva sulla morte di Giacomo Chilesotti e degli altri due, in riferimento anche alle concomitanti morti di altri capi della Brigata “Mazzini”, avvenute in quei giorni, e che a qualcuno hanno fatto pensare ad un diabolico piano preordinato. Il prof. Gramola, che sulla Resistenza nel Vicentino è una autorità indiscussa, ha affermato che la realtà storica è tragicamente più semplice.<br />
Chiamato alla Longa di Schiavon per la ricevere del materiale prezioso da riconsegnare alla Sinagoga di Firenze, con un’auto sequestrata a dei tedeschi, in cui oltre a lui si trovavano Giovanni Carli, Attilio Andreetto e la staffeta partigiana, Zaira Meneghin, cercando di percorrere strade secondarie, alla periferia di Sandrigo venivano fermati da una pattuglia tedesca e fucilati sul posto; solo Zaira venne risparmiata. Un episodio tragico e in qualche modo beffardo, ma che non  lascia adito a dubbi di sorta.<br />
A Sandrigo, sul posto dove Chilesotti è caduto, nel pome-riggio si sono recate in corteo le autorità di Thiene e Sandrigo, con la banda del Patronato di Thiene e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma; l’orazione ufficiale è stata tenuta dal prof. Francesco Montemaggiore, che ha delineato con forza lo spessore morale di Chilesotti.<br />
Alle ore 18, presso l’Auditoium “Fonato” di Thiene, un gruppo di studenti del Liceo “Corradini” e dell’Itis “Chilesotti” di Thiene ha presentato un video da loro elaborato con la ricostruzione della vita e della morte di Giacomo Chilesotti.<br />
Con grande chiarezza gli studenti hanno illustrato le fasi del loro lavoro e le difficoltà che hanno incontrato per reperire materiale utile al loro scopo.<br />
Da questa giornata così intensa, alla costante presenza dei famigliari e del Sindaco di Thiene, è scaturita nell’insieme un’immagine di Giacomo Chilesotti colto nella sua profonda umanità, nei valori ideali e morali da cui era mosso.<br />
Con la giornata di celebrazioni di Giacomo Chilesotti  si è conclusa anche una intensa settimana organizzata dagli Amici della Resistenza di Thiene, iniziata il 20 aprile con l&#8217;inaugurazione della Mostra sui Cippi Partigiani, proseguita domenica 22 con la visita ai caduti in cimitero a Thiene, e naturalmente con la Cerimonia Ufficiale del 25 aprile 2012.</p>
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