Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale

Il Benessere

Il malessere del boom economico
Forse prosciugandola di mezz’ora, ne guadagnerebbe molto; stiamo parlando della commedia ‘Il Benessere’ di Franco Brusati e con Elisabetta Pozzi, andata in scena al Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della XXV Stagione Teatrale.

La vicenda, ambientata negli anni ’60, è quella di una coppia ‘libera’ impegnata nei giochi d’amore come in Beautiful, condividendo con i Forrester anche la professione.

Chi ha vissuto quegli anni sa cosa allora si intendeva con il termine ‘libera’; caduta di tutte le regole che, in nome di un conformismo piccolo-borgese, limitavano l’estrinsecarsi di una libertà assoluta. Basta ai due essere sinceri tra loro, giusto perché sono marito e moglie, e poi tutto è possibile, o meglio niente è impossibile, magari divertendosi per le loro disavventure libertine.

Ad un certo punto la protagonista parla di voci interiori che salendo dalla ‘coscienza, continuavano ad ossessionarla, finché non è riuscita a liberarsene.

Solo che ad un certo punto ci si accorge che nemmeno il tutto e subito soddisfa completamente, perché si finisce per ritrovarsi da soli in un deserto morale, che è poi la vera atmosfera della commedia.

Dopo una serie di avventure, i protagonisti sentono il bisogno di riavviare un rapporto più sentimentale tra loro, ma, aspettando il mattino, lei si concede per noia ad un cameriere che involontariamente la uccide.

Degli anni ’60, cioè quelli del boom economico, la commedia conserva tutte le caratteristiche, la scenografia, i costumi, compreso magari anche quel bisogno di denudarsi in scena che allora era osè, mentre oggi, dopo la rivoluzione sessuale degli scorsi decenni, appare alquanto demodè.

Nulla da dire sulla recitazione dei vari personaggi, anche se nei protagonisti ci si aspetterebbe una maggiore incisività.

Quello che ci è sembrato lungo è stato il testo, la cui lentezza lascia spesso cadere nel vuoto le battute del dialogo, certamente la parte migliore della commedia. Queste battute, oltre che sorprendere, per divertirci devono anche susseguirsi con un certo ritmo, altrimenti ci sono cadute di tensione e talvolta se ne perde l’effetto.

Per questo la nostra impressione è che, portando gli atti da 3 a 2, magari prosciugando il testo da certe lentezze, ne verrebbe una commedia molto più piacevole e divertente.

Ferdinando Offelli - 15 dic.04