Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, XXV Stagione Teatrale

Piccoli crimini coniugali

Le bugie di sopravvivenza della coppia
La crisi della coppia è stata da sempre oggetto di studio in molte piéce teatrali, forse proprio perché molto spesso si gioca sul dialogo, o sulla mancanza di dialogo, e può essere teatralmente meglio studiata nel suo manifestarsi. In questo ricco ed articolato filone può essere inclusa la commedia ‘Piccoli crimini coniugali’ di Eric Emmanuel Schmitt, recentemente andato in scena nel Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della XXV Stagione Teatrale Thienese, con l’interpretazione di Andrea Jonasson e Gianpiero Bianchi, e per la regia di Sergio Fantoni.

La vicenda è quella di una coppia felicemente insieme da 15 anni, ciò che ai nostri tempi sembra un’era, con lui, Gilles, scrittore di gialli e lei, Lisa, mogliettina innamorata ma angosciata dall’inesorabile trascorrere del tempo.

Lui ha un piccolo incidente domestico che gli fa perdere la memoria, per cui Lisa cerca di ricostruire un rapporto usando la dimensione della routine che aveva permesso di reggere nel tempo. Per successive scoperte e conseguenti confessioni, si procede verso una ben diversa realtà delle cose, dove il rapporto di coppia tiene anche se l’amore si è attenuato e Lisa che, gelosa delle avventure extra coniugali del marito con giovani donne, aveva in realtà tentato di ammazzarlo colpendolo in testa con una statuetta.

Gilles, si scopre, non ha mai perso la memoria, ma si era prestato al gioco per vedere come ricostruire un rapporto che, se non d’amore, è ancora di rassicurante affetto.

C’è in questa commedia una dimensione chiaramente esistenziale; la coppia sembra essere il reciproco sostegno di una vita in cui non si intravedono né valori di riferimento né prospettive per un futuro, quasi un lasciarsi vivere all’insegna del ‘carpe diem’. È questo vuoto esistenziale che, secondo noi, sta alla radice di questa crisi di coppia, con i due che sono magari in qualche modo in grado di accettarsi reciprocamente, mentre entrambi non sanno accettare la vita, e devono inventarsi motivazioni per sopravvivere.

Un dramma non facile, ma di sicuro valore contenutistico, con due attori superbi per la credibilità con cui hanno interpretato i rispettivi ruoli, molto oltre quel che si dice ‘il mestiere’. La regia ha tentato di sollevare quanto possibile la ossessiva cupezza di una drammone esistenziale, riuscendo a renderla accettabile, se non proprio godibile. Comunque teatro di seria A.

Ferdinando Offelli - 25 mar.05