Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Finita la XXV Stagione Teatrale

La gatta sul tetto che scotta

Una commedia di Tennessee Williams
Non è mai giusto chiedere ad una persona di essere ciò che non è, per quanto per un attore questo dovrebbe essere un po’ un fatto di mestiere. Questa nostra considerazione è riferita alla messa in scena della commedia americana di Tennessee Williams ‘La gatta sul tetto che scotta’, rappresentata al Teatro Comunale di Thiene a conclusione della XXV Stagione Teatrale.

Inutile, anzi banale, dire che Mariangela d’Abbraccio e Paolo Giovannucci non sono Liz Taylor e Paul Newman, interpreti del celebre film tratto da questa commedia, un film così famoso e caratterizzato nei personaggi, da rendere improponibile (oltre che ingeneroso) un confronto; questo lo si dava per scontato.

Il fatto è che, al di là degli impossibili confronti, al Comunale di Thiene l’inter­pretazione degli attori non è stata all’altezza del testo drammatico.

Cominciando da quest’ultimo, va detto che il testo, degli anni ’50, appare oggi largamente superato; il perbenismo esteriore della famiglia del Deep South, il profondo sud degli Usa, che secondo il teatro di Tennessee Williams nasconde di fatto una marciscenza e un egoismo tali da negare ogni forma di sopravvivenza dei valori sociali, ha ormai perso ogni connotato di denuncia, superato purtroppo dalle trasformazioni dei costumi sociali avvenute in questi decenni, in cui si è generalizzata una moralità alla Beautiful, dove tutti vanno a letto con tutti, considerata come ‘normale’ rapportarsi tra persone.

La commedia di Tennesse Williams fa parte di una stagione degli teatro anglo-americano che possiamo definire del ‘teatro gridato’, dove gli attori, più che dialogare, si gridano in faccia la loro disperazione esistenziale; sembra essere, più che una recitazione per monologhi, un intrecciarsi di trame di vita di persone che solo casualmente si incontrano sulla scena. Così nella commedia ‘La gatta sul tetto che scotta’ ogni attore è preso dal suo problema personale, esistenziale.

Probabilmente il Teatro Comunale di Thiene non è adatto alla recitazione gridata, o forse la recitazione stessa, per essere quasi costantemente tenuta in sovra-tono, finisce per risultare innaturale. Non vogliamo farne una questione di capacità personali, ma piuttosto di scuola teatrale, con quella italiana profondamente diversa da quella americana. E forse per una commedia americana ci vuole una recitazione all’americana.

Ferdinando Offelli - 9 apr.05