Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale

Tre sorelle

24^ Stagione Teatrale Thienese
Teatro vero, di quello tosto, per appassionati, quello andato in scena al Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della 24^ Rassegna Teatrale Thienese; stiamo parlando della commedia ‘Tre sorelle’ di Anton Cechov, per la regia di Maurizio Panici e protagoniste Silvia Budri, Pamela Villoresi e Valeria Cingottini.

La vicenda narrata è quella di tre sorelle che il padre ha portato a vivere nella provincia russa, mentre loro, dopo la sua morte, vedono la possibilità di realizzarsi nella città di Mosca. Irina (Silvia Budri), la più giovane, è fresca di vita e piena di aspettative; Masha (Pamela Villoresi) è la più sensuale, delusa dalla inconsistenza del marito, ‘professore di liceo’, e pronta all’evasione, rappresentata dall’incontro con un amore giovanile; mentre Olga (Valeria Cingottini) è la più anziana e più razionale delle tre, e si legherà al luogo diventando direttrice del locale liceo.

Attorno a loro si muove il piccolo mondo della provincia, tipica di ogni società, dove si intrecciano vicende amorose e annegano i sogni di grandezza. Una storia per molti versi di fallimenti umani, dove il senso della vita sembra stare nello stordirsi per non soffrirne e, quando arrivano le delusioni, accettarle come scelte del destino. Alla fine, dopo un convulso susseguirsi di vicende, le tre sorelle si ritroveranno sole, rassegnate a vivere lontano da Mosca e dai loro sogni ormai inesorabilmente caduti.

Lo stile narrativo del dramma di Cechov è quello tipico di tanti romanzi russi, dove la trama si snocciola lenta, con un ritmo non certo compatibile con la velocità cui siamo oggi abituati; bisogna quindi, come nei romanzi, anche qui lasciarsi andare e seguire pazienti un ritmo con cui si svolge la trama, tra momenti di calma e crisi tragiche. Poi, verso la fine, la commedia di Cechov raggiunge una intensità narrativa che fa dimenticare la lentezza del ritmo con cui viene condotta.

Quello che Cechov vuole rappresentare è comunque un mondo che si sta rinchiudendo in se stesso, stanco e svuotato, e che è in attesa di un sostanziale cambiamento (che sarà la rivoluzione d’ottobre del 1917). Non si tratta più di sogni giovanili di evasione di Irina, che aspira al lavoro come valore per realizzarsi, si tratta delle visioni del capitano che si chiede continuamente come sarà la società nel futuro, dispiaciuto di non esserci. C’è, sottesa ma leggibile, se non una fiducia, almeno la speranza e l’attesa di in un cambiamento positivo, dove l’uomo sarà a misura di se stesso, padrone del proprio destino e si realizzerà nel suo lavoro.

Insomma l’eterna scontentezza per il presente e l’aspirazione ad un futuro migliore, un tema filosofico che Anton Cechov nella commedia ‘Tre sorelle’ tratteggia con sensibilità e partecipazione umana.

Ferdinando Offelli - 15 gen.04