Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 26^ Stagione Teatrale

Psicoparty

Uno spettacolo televisivo con Antonio Albanese
Più che con uno ‘Psicoparty’ la XXVI Stagione Teatrale Thienese sembra essere cominciata con uno pseudo-teatro; nulla ci fa più arrabbiare che ritrovarci in teatro quella tv spazzatura da cui accuratamente tentiamo di difenderci a casa nostra.

È difficile infatti parlare di teatro per lo spettacolo ‘Psicoparty’, con Antonio Albanese, recentemente andato in scena al Teatro Comunale di Thiene, come apertura della Stagione teatrale 2006.

Difficile perché in sostanza si è trattato di infilare una sequela di sketches televisivi, quelli oggi tanto di moda quanto in genere di scarso gusto, e presentarli, senza un filo conduttore, dato che tale non poteva essere la satira dell’ obbligato ottimismo berlusconiano, come uno spettacolo teatrale.

‘Psicoparty’ certamente non è quello che recita la pubblicità e cioè ‘Una commedia umana sulla paura, sul nostro orrore quotidiano, popolata da un mondo di pensieri e di creature teatrali mostruosamente comiche, corrosive, nevrotiche e surreali, costruite con accurata osservazione e talento compositivo, in cui si rivela la centralità e la precisione del lavoro sul corpo.’

Antonio Albanese, almeno quello visto in ‘Psicoparty’, è certamente bravo, ma da questo ad essere un attore di teatro, passa una certa distanza; certo sono buone le sue caratterizzazioni, se opportunamente dosate fanno ridere le sue battute, all’interno di uno sketch riesce persino a creare un’atmosfera, magari sarà bravo anche come attore cinematografico, anche se aspettiamo di vederlo; ma se va in teatro deve fare teatro e non tv, o quantomeno cabaret.

Ormai Berlusconi sembra essere diventato il bersaglio unico della satira in Italia, e il troppo storpia, diventa monotono e alla fine stanca. I testi sono di Michele Serra, ci dicono come fosse una garanzia; noi che Michele Serra lo leggiamo tutti i giorni su Repubblica, sappiamo che va preso a piccole dosi, atrimenti si rischia l’indigestio­ne.

Insomma, anche per rispetto alle tre serate di tutto esaurito, non vogliamo parlar male di nessuno, ma quando andiamo a teatro, vorremmo vedere del teatro.

Ferdinando Offelli - 17 nov.05