Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 26 Stagione Teatrale

Giovanna d’Arco

Grande interpretazione di Monica Guerritore
Decisamente grande teatro questo ‘Giovanna d’Arco’ recentenente presentato da Monica Guerritore al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della XXVI Stagione Teatrale Thienese; l’attrice tornava a Thiene, a più di un decennio di distanza dalle sue interpretazioni dei drammi di Strindberg, con un’opera da lei scritta, diretta e interpretata.

Anzitutto va detto che, come struttura teatrale, si tratta di un monologo dell’ attrice che, per l’intensità interpretativa da lei toccata, non può durare più di un’ora di spettacolo. E come le opere di teatro vero, anche questa permette diversi livelli di lettura.

Un primo livello di lettura è certamente quello della vicenda storica di Giovanna d’Arco, la pulzelle d’Orleans, che si sente ispirata dall’alto a prendere il commando dell’esercito francese e combattere contro gli invasori inglesi. La gelosia del potere politico e religioso del tempo la porterà a finire sul rogo, con l’accusa di stregoneria. Questo piano storico viene dalla Guerritore più suggerito che compiutamente rappresentato, in un palcoscenico spoglio, con il solo palo del rogo al centro della scena.

C’è un secondo piano di lettura, che esitiamo a definire femminista, date le connotazioni che il termine ha ormai assunto, ma che qui è invece molto seriamente quello della donna che ha il coraggio di uscire dal ruolo sociale che le è stato assegnato; è la donna che si sente portatrice di un progetto liberatorio e libertario per lei e per i suoi simili, magari proprio mentre viene dal moralistico potere ecclesiastico accusata di ‘vestirsi come un uomo’.

Questo sconfinamento dal suo ruolo di donna, il fatto stesso di avere delle visioni proprie, sembra essere inaccettabile sul piano sociale, la rende diversa, la fa cioè diventare la strega necessariamente ispirata dal maligno, e che quindi è meritorio mettere al rogo.

C’è infine almeno un terzo livello di lettura, di valore culturale assoluto, e per il quale Monica Guerritore si è avvalsa efficacemente e con giusta misura delle moderne tecniche multimediali, proponendo sullo sfondo della scena immagini, musiche e scritte luminose liberamente accostate per sottolineare la sua recitazione.

Giovanna d’Arco diventa allora il simbolo di tutte quelle persone, uomini e donne, che hanno cercato e cercano ancor oggi di realizzare nel concreto del politico una loro visione di società diversa e migliore.

E proprio come la società del tempo ha trovato sacrilego il fatto che la pulzella abbia fatto ascendere a Dio l’ispirazione del suo progetto di liberare la Francia dall’invasore, bruciandola sul rogo, così il potere nei secoli ha sempre sacrificato, sul rogo, con un colpo di fucile o in altri mille modi, le persone che come Giordano Bruno, Che Guevara, Jan Palach, lo studente di Piazza Tienamen e Martin Luther King hanno lottato in prima persona per realizzare nel concreto una loro visione sociale, per indicare una strada verso una società migliore.

Come dire che il potere, chiuso da sempre nelle sue ferree regole, non ammette chi, come M.L.King, può dire ‘I had a dream’, ho fatto un sogno, proponendo soluzioni più umane ai problemi sociali. Eppure, sembra concludere Monica Guerritore con una canzone, ‘we must go on’, dobbiamo andare avanti, comunque, per non spegnere i nostri sogni nella stupidità dilagante.

Ferdinando Offelli - 18 nov.05