Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 26 Stagione

Prima Pagina

La notizia e l’amore
Non ricordiamo di aver visto le precedenti versioni cinematografiche di questa commedia ‘Prima Pagina’ recentemente andata in scena al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito del programma della 26^ Stagione Teatrale; nemmeno la versione con Jack Lemmon e Walter Matthau. Questo ci libera dall’inevitabile, e a volte ingeneroso, confronto tra versioni cinematografiche e teatrali di una stessa opera.

La vicenda narrata si svolge nella sala stampa di una prigione americana dove i giornalisti, tra sigarette, wiskhey e poker stanno attendendo l’esecuzione di un anarchico-marxista, Earl Williams, per fare i loro pezzi fortemente assicuranti sul piano sociale, in base al criterio tutto americano di ‘chi sbaglia paga’. Naturalmente cercando di farsi le scarpe tra loro, alla perenne ricerca della notizia da dare per primi e in esclusiva. Uno di questi giornalisti è Hildy Johnson, appassionato al suo lavoro ed apprezzato dal suo terribile direttore, che ha però deciso di sposarsi e di cominciare a lavorare come pubblicitario.

La vicenda viene complicata dal fatto che il condannato a morte riesce a fuggire ed arriva proprio in sala stampa, dove viene nascosto da Hildy, già con le valigie pronte e con la fidanzata in taxi, mentre sulla scena arriva anche il direttore.

Tra un frenetico alternarsi degli avvenimenti, si viene a scoprire che la condanna a morte e l’esecuzione dell’anarchico-marxista servono allo sceriffo, ossessionato dall’anticomunismo, per la sua rielezione (ci ricorda qualcuno!), tanto da nascondere l’ordine di sospensione della esecuzione.

Finale naturalmente lieto, con il direttore che cerca fino all’ultimo di trattenere il giornalista dibattuto tra la notizia e l’amore.

La nostra impressione è che nella commedia, per quanto toccati, i grandi tempi restino non compiutamente trattati. L’importanza della notizia nel giornalismo Usa è ormai risaputa, con giornali intesi come imprese economiche per la vendita di informazione, con una loro etica prefessionale che in Italia a tuttora un miraggio; c’è poi la commistione di giornalismo e politica che può scandalizzare un americano, ma che per noi è, purtroppo, la sostanza della normalità quotidiana, al punto averci portato ad una forma di schizofrenia tra la realtà del vissuto e la realtà virtuale che ci viene presentata dai media.

Buona e convincente la recitazione, anche se a volte piegata alle esigenze del ‘tu vo’ fa l’americano’; Gian Marco Tognazzi nella parte di Hildy si è dimostrato più attore che in altre occasioni, in cui forse prevaleva il fascino personale. Anche Bruno Armando, nella parte del direttore irascibile, ha ben tenuto il ruolo, per quanto scivolando talvolta nel gridato, più che nel recitato.

Le parti minori ci sono sembrate forse un po’ troppo caricaturizzate, operazione teatrale che, quando è necessaria, va fatta nelle giuste dosi. Per interpretare tre ruoli, non si è capito chi sia in realtà l’attrice Corinna Lo Castro; allo stesso modo, per distinguersi nei due ruoli interpretati, Roberto Tesconi ha dovuto forzare un po’ la caratterizzazione dei personaggi.











Ferdinando Offelli - 18 lug.05