Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, XIII Stagione Cabaret

Sensi di polpa

Torna al Comunale l’Anonima Magnagati
Con cadenza ormai biennale i 4 ragazzoni dell’Anonima Magnagati tornano al Teatro Comunale di Thiene, nella Stagione di Cabaret, e si divertono a prenderci (e prendersi) in giro per le piccole manie del nostro vivere oggi.

Questa volta si sono dedicati alla mania delle diete in genere e del salutismo spinto in particolare, insomma quelle che, a non osservarle, ci danno “Sensi di polpa”, pardon ‘colpa’, il tiutolo dello spettacolo recentemente presentato per inaugurare a Thiene la XII Stagione di Teatro di Cabaret.

Lo schema dello spettacolo è quello ormai ampiamente collaudato, con una serie di sketches su aspetti della mania delle diete, dettata più che altro dalla moda, intervallati da momenti musicali con musiche e canzoni originali.

Il fascino si gioca, come sempre, sulla inventiva del testo, che si snoda fra considerazioni semi-serie, quasi sempre ironiche, per sfociare poi nell’intervento di Barbuianni che smonta la costruzione con una battuta ingenua, popolare, disarmante, provocando inevitabili scrosci di applausi.

Diciamo subito che questo “Sensi di polpa” aggiunge poco alla carriera, da noi da sempre seguita con divertita ammirazione, dell’Anonima Magnagati. Sarà che ormai sono tutti diventati ex-ragazzi, raggiungendo un’età in cui più che ad innovarsi generalmente si bada a mantenersi sulla cresta dell’onda, il fatto è che hanno perso se non l’inventività, certo la grinta di un tempo.

Non c’è più, o almeno non è più evidente, il canzonatorio spirito di denuncia verso i nostri difetti di veneti, magari proprio di vicentini; addirittura abbiamo notato, cosa in precedenza impensabile, un certo equilibrismo anche nelle battute politiche, senza mai tagliare duro e senza mai dare quel senso liberatorio che il pubblico va cercando nelle loro dissacrenti battute.

Uno spettacolo, questo “Sensi di polpa” che ti regala un paio d’ore di sereno, distensivo divertimento, con buona musica, politically correct, ma una specie di dejà-vu che non graffia.



Ferdinando Offelli - 25 feb.06