Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 26 Stagione Teatrale

Arsenico e vecchi merletti

Versione teatrale di un film di successo
Non è mai giusto misurare il teatro con il metro del cinema; in questo senso sarebbe addirittura ingeneroso confrontare la versione cinematografica di “Arsenico e vecchi merletti” con Cary Grant, con la commedia recentemente andata in scena al Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della 26 Stagione Teatrale.

La vicenda è evidentemente la stessa, con le due arzille vecchiette che candidamente praticano una loro forma di eutanasia, sopprimendo con l’ar­senico persone anziane e sole che capitano loro a tiro.

Vecchiette che, sotto il perbenismo piccolo borghese ancora tutto vittoriano, in cui vivono, trattano a tè e biscotti il pastore, compiacendosi del suo efficace sermone, il tutto comunque in una famiglia dove il fratello si crede il presidente Roosvelt ed è sempre in guardia contro le forze nemiche.

Un mondo gentile in apparenza, ma intriso di compiaciuta alienazione, su cui irrompe come un ciclone un nipote delle zie assassine, innamorato della figlia del pastore; in una cassapanca il nipote scopre un cadavere, ciò che non fa certo stupire le ziette dal momento che in cantina ne ha sepolti una dozzina.

Il tutto mentre nel salotto bene delle nostre c’è un intenso traffico di poliziotti e personaggi che fuori forse sono normali, ma qui dentro rivelano le loro turbe esistenziali.

Il film, per tornare al discorso di partenza, permette più facilmente al teatro recitato di mantenere il ritmo narrativo che certe opere inevitabilmente richiedono.

L’impressione dello spettacolo visto al Teatro Comunale di Thiene è stata proprio quella di una mancanza del ritmo necessariamente richiesto dal gioco scenico.

Non è un problema di attori, che non vogliamo giudicare, considerandoli all’ altezza della situazione, anche se a loro non favorevole; ci è sembrato piuttosto un problema di regia, dal momento che, senza il giusto ritmo, io gioco della commedia di Joseph Kesserling perde molto del suo fascino.

Ferdinando Offelli - 25 feb.06