Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 26^ Stagione Teatrale

Nina, no far la stupida

Inevitabile il confronto con TeatroInsieme
Inevitabile, anche se non proprio rispondente ai dettami della par condicio, il confronto tra l’edizione di “Nina, no far la stupida” recentemente presentata al Teatro Comunale, nell’ambito della 26^ Stagione Teatrale Thienese, e quella messa in scena qualche anno fa dalla compagnia TeatroInsieme di Zugliano.

A prima vista si potrebbe dire che si tratta di un confronto impari fra il teatro professionista e quello dilettantistico; da una parte una grossa produzione teatrale, che muovendosi nell’ambito di Arteven, ha potuto godere di consistenti finanziamenti economici e quindi avvalersi di attori professionisti (si pensi ai Carrara), mentre dall’altra si è trattato di una produzione di un gruppo amatoriale, con i mezzi limitati cui non sempre si può sopperire con l’entusiasmo della regista Gabriella Loss e dei suoi attori.

Così, giusto per fare un esempio, mentre a Zugliano per quella che è sostanzialmente una commedia musicale non si è riusciti a mettere in campo più di una tastiera elettrica, che suonava fuori dal palco, l’edizione di Pierluca Tonin e Damiano Michieletto ha portato sulla scena una vera orchestra, per quanto mini, che giocava su due piani e con persino la locandiera che suonava il violino.

Eppure, lasciate da parte tutte le considerazioni organizzative, la Nina di Zugliano non ha certo sfigurato, anzi si può dire che abbia retto bene il confronto, dando persino qualche punto alla Nina di Arteven.

Una edizione quest’ultima che, secondo noi, ha accentuato l’aspetto carnevalesco, non solo per l’uso di maschere in scena ma soprattutto per la caratterizzazione data ad alcuni personaggi; si pensi al Momoleto che si presenta in scena con una specie di armatura, tanto da sembrare più un Capitan Fracassa che un dolce innamorato.

Ma forse non è stato solo un problema di attori, sui quali i confronti sono sempre difficili, soprattutto quando in scena vanno Armando e Titino Carrara. È piuttosto la regia, nel senso della misura coerente da dare a tutte le parti dello spettacolo, recitazione inclusa, che ha accentuato volutamente l’effetto carnevalesco, sbilanciando in qualche modo quella che è una storia d’amore contrastato raccontata secondo lo stile della commedia musicale.

Lo stesso discorso potrebbe farsi per tutti gli altri elementi scenici, a cominciare da una scenografia un po’ incombente e senza il respiro della villa Malcontenta, per finire all’uso di maschere, pregevoli finchè non diventano una sfilata carnevalesca.

In questo senso, volendo accentuare tutto, non sono poi risaltati i momenti topici della commedia, cui la regia di Gabriella Loss a Zugliano ha dato il giusto risalto teatrale.

Ferdinando Offelli - 18 mar.06