Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale

Prigioniero della seconda strada

Una bella, improbabile favola
Un personaggio reso famoso dalla tv o dal cinema non diventa automaticamente anche un grande attore di teatro; la considerazione ci è venuta spontanea dopo aver visto sul palcoscenico del Teatro Comunale di Thiene prima Anna Falchi e poi Claudia Koll, mentre siamo in curiosa attesa di Claudia Cardinale.

Claudia Koll è stata la protagonista, insieme con Attilio Corsini, che ne è anche dil regista, di “Prigioniero della seconda strada” una commedia di Neil Simon, che nel 1975 ha già avuto una trasposizione cinematografica con Jack Lemmon e Ann Banckrof.

E come molte delle commedie di Neil Simon, anche questa più che una vicenda descrive una situazione, quella di un cinquantenne, Mel, che viene licenziato dopo 22 anni di servizio per la crisi dell’azienda in cui lavorava e che è colpito da una depressione facilmente riportabile ad un senso di inutilità e che si manifesta attraverso un atteggiamento di fastidio per tutto e per tutti; a farlo venir fuori da questa fase depressiva è la dolce moglie Edna, che senza drammatizzare, cerca di ricuorarlo e sostenerlo, mentre si adatta lei ad andare a lavorare per tirare avanti la famiglia, con due figlie che studiano in college.

Mel, estromesso dal ciclo produttivo, sente tutte le frustrazioni dell’insoddisfazione e della noia quotidiana, con tensioni che scarica non solo sulla moglie, colpevole persino di tornare a casa a fargli il pranzo, ma sull’intera città di New York, insensibile al suo problema.

E così mentre anche i fratelli di Mel si ritirano dall’impresa di aiutarlo a pagare l’analista e a finanziargli un centro estivo proposto da Edna, mentre il loro appartamento viene visitato dai ladri, i due coniugi restano soli ad affrontare il loro problema, e nonostante anche Edna perda il lavoro, alla fine proprio il loro rapporto sincero permette di resistere e di superare la crisi.

Certamente una bella favola moderna, che fa molto bene all’animo di chi ascolta, ma non facile da credere, soprattutto di questi tempi. Improbabile nella sua disarmante dolcezza la mogliettina, subisce tutto senza reagire e si sacrifica generosamente per il marito un po’ stranito cui i ladri hanno lasciato solo la divisa da base-ball. Impietoso sarebbe ogni parallelismo con l’analoga situazione del commesso viaggiatore di Arthur Miller.3dolamente d'politica'iivo nel vinomeianooni, sfociando nell' di scambio. rlo agli attori della compagnia Tweatroinsieme.ttizz

Una commedia che descrive una situazione più che una vicenda, dicevamo; il questo senso più che ad una evoluzione psicologica attraverso il dialogo, assistiamo a una serie di gags, che sono anche divertenti nella loro esagerazione, ma che non bastano a sostenere un plot che non c’è.

I personaggi sono portati dall’autore all’eccesso, ridotti spesso a macchiette, come la sorella vorace, mentre, almeno ai nostri occhi, appare non molto plausibile un Mel che risolve tutto con una spiritosa battuta auto-critica.



Ferdinando Offelli - 25 gen.07