Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale

Una delle ultime sere di carnovale

Ricordati i 300 anni dalla nascita di Carlo Goldoni
Era doveroso per un teatro come il Comunale di Thiene non lasciar passare la ricorrenza dei 300 anni dalla nascita di Carlo Goldoni, sia per l’importanza culturale in celebrazione di un drammaturgo, forse il più importante, che ha cambiato il teatro italiano, sia per il peso che questo nostro teatro locale che, con una stagione di 10 spettacoli in 3 serate per 1.100 abbonati, si è conquistato un posto di tutto riguardo nel panorama regionale, limitando il nostro orizzonte a quest’ ambito.
Un primo omaggio a Carlo Goldoni a Thiene lo si è avuto proponendo per 2 giornate la sua opera “Una delle ultime sere di carnovale”, recentemente messo in scena dalla compagnia del Teatro Stabile del Veneto, per la regia di Pier Luigi Pizzi.
La vicenda è ancora una volta quella dell’amore contrastato tra Siora Domenica, figlia di Sior Zamaria, testor (tessitore), e il giovane disegnatore di stoffe, Sior Anzoleto, in procinto di partire per Moscovia (Mosca) assieme ad una attempata ricamatrice francese. Siamo, appunto, in una delle ultime sere del carnevale veneziano, e Sior Zamaria ha organizzato una cena con gli amici.
Un carnovale praticamente senza le tradizionali maschere, perché in scena Goldoni rappresenta il mondo della borghesia artigianale veneziana, che è già di per sé un teatro di maschere vere. Così, oltre ai due giovani litigiosi sposini reciprocamente gelosi, abbiamo Sior Agustin, con la ‘malaticcia’ moglie, il mercante Sior Bastian con la moglie artista dell’intrigo amoroso, insieme con Siora Polonia, eterna fidanzata dell’impenitente scapolone Sior Momolo, manganaro. Finchè sulla scena irrompe Madame Gatteau, ricamatrice francese, che innamorata respinta di Anzoleto, finirà per conquistare il più attempato Sior Zamaria, padre della sua innamorata.
In un intreccio che si svolge tra una partita a carte e una cena, accompagnati dal suono del clavicenbalo di Richard Barker, il tutto alla fine si risolve con una sequela di matrimoni, mentre Siora Domenica e Anzoleto si accingono a partire per Moscovia, accompagnati dal padre di lei e Madame Gatteau.
Sembra che il viaggio a Moscovia, il leit-motiv della commedia, sia simbolico del viaggio che Carlo Goldoni stava allora intraprendendo per andare in Francia (significativa in questo senso la presenza della ricamatrice francese); nel lasciare il suo mondo veneziano, qui magistralmente rappresentato con bonaria ironia in tutte le sue componenti, Goldoni sembra esprimere la sua grande nostalgia perchè, nonostante tutto, quello era il mondo che amava e in cui si riconosceva.
Non facile da sostenere il ritmo di un’azione corale che sembra un divertente gioco di società; buone, quando non ottime, le interpretazioni di quasi tutti i personaggi, ben caratterizzati dalla regia, per quanto non sempre alcuni attori si ricordassero di recitare un dialetto arcaico che non è per noi di immediata comprensione, soprattutto se non ben sentito.
Resta una magistrale messa in scena di un capolavoro goldoniano, che crediamo farà divertire gli odierni moscoviti, che tra qualche settimana potranno assitere alla divertente commedia.
Ferdinando Offelli - 24 feb.07