Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 28^ Stagione Teatrale

Otello

Più Pirandello che Shakespeare
La grandezza di Shakespeare, ci hanno spiegato all’università, è quella di saper condurre un sentimento umano fino alle sue estreme profondità, in una escalation capace di annientare alla fine la persona che ne è coinvolta.C’è quindi un crescendo che, in specifico in “Otello, il Moro di Venezia”, in cui il sentimento della gelosia, abilmente insinuato da Jago, a poco a poco si impadronisce dell’animo del coraggioso guerriero, e come un tarlo gli cresce dentro fino ad annullare ogni altro sentimento, e quindi annientarlo.La versione di “Otello” con cui il 13 novembre al Teatero Comunale è stata inaugurata la 28^ Stagione Teatrale Thienese, con Andrea Giordana nella parte di Otello e per la regia di Giancarlo Sepe, ad essere benevoli è lontana mille miglia dalla grandezza drammatica del dramma di Shakespeare.Non è certo solo la riduzione dei 5 atti del canone aristotelico ad un atto unico; è piuttosto il taglio su cui è stato impostato questo lavoro, più cervellotico che teatrale. Anzitutto non c’è più il crescendo psicologico verso la tragica conclusione; qui si entra direttamente nel culmine del dramma della gelosia, e si perde gran parte del sottile lavorio di Jago su Otello, col trucco del fazzoletto perduto da Desdemona.Otello è quindi sin dall’inizio già completamente vittima del sentimento della gelosia, al punto da apparire più che altro come entro un dramma psicologico, risultando a volte persino patetico; non c’è la caduta dell’uomo forte, perché Otello già dall’inizio è debole preda della sua gelosia.Desdemona è risultata essere più che altro una acerba Giulietta e non certo la donna capace di un amore profondamente maturo verso l’uomo della sua vita.Il più convincente dei personaggi ci è sembrato Jago, di cui si coglie la doppiezza, la capacità di giocare con i sentimenti altrui, non la profondità psicologica del suo odio distruttore.Un Otello in definitiva che, anche per l’ambientazione scenica e i costumi, sembra più Pirandello che Shakespeare.
Ferdinando Offelli - 25 nov.07