Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 28^Stagione Teatrale

Le nozze di Figaro

Tullio Solenghi nella parte di un Figaro impegnato
Una divertente farsa settecentesca potrebbe essere considerato lo spettacolo “Le nozze di Figaro”, recentemente andato in scena al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 28^ Stagione Teatrale Thienese, con Tullio Solenghi nella parte del protagonista e per la regia di Matteo Tarasco.La vicenda è quella dell’amore tra Figaro e la servetta Marcellina, con i due che intendono convolare a giuste nozze, mentre la ragazza è presa di mira dal conte d’Almaviva, di cui è al servizio, e che intende allontanare Figaro dal palazzo per potere approfittare indisturbato di lei. La moglie del conte è invece impegnata a recuperare un rapporto d’amore coniugale che si è intiepidito, magari ingelosendolo con un cicisbeo. Così le due donne, con una scaltrezza che ci vien da definire goldoniana, alla fine progettano uno scambio di persona, in modo che il conte incontri la moglie invece della agognata serva. Su questo scambio di persona, e sugli equivoci che ne nascono, si basa la comicità della commedia, che si avvale di una efficace scenografia e di una opulenza di costumi tipici del ‘700.Di fronte alla furbizia delle donne, che sanno scaltramente condurre il gioco dell’amore, gli uomini fanno una magra figura, perdendosi nelle pene d’amore, negli eccessi del vizio, o nella boriosità tracotante del potere. Sul piano della recitazione, Tullio Solenghi nella parte di Figaro risulta essere il meno istrionesco dei personaggi, sobrio ed efficace nel condurre il gioco scenico da protagonista malato d’amore.Meno convincente la parte filosofica, con l’intrufolarsi nello spensierato mondo dell’affettata vita in villa delle prime forme di razionalità illuministica e di prodromi rivoluzionari; ci è sembrato un elemento non consono e poco coerente con l’atmosfera della commedia, considerato anche che certe sottolineature nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto nei costumi sono già di per se stessi assolutamente efficaci sul piano della critica sociale.

Ferdinando Offelli - 22 dic.07