Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 28^ Stagione Teatrale

Faust

L’opulenza del teatro romantico
All’insegna della magnificenza e dell’opulenza scenica l’edizione del “Faust” di J. W. Goethe recentemente andato in scena al Teatro Comunale di Thiene, uno dei punti clou di questa 28^ Stagione Teatrale.

Si è trattato certamente di un’altra ambiziosa impresa culturale di Glauco Mauri che di questo Faust è stato, in sequenza, traduttore, adattatore, interprete, insieme con Roberto Sturno, e naturalmente regista.

Sul piano scenico-teatrale non si sono risparmiati i mezzi, compresa una forte dose di tecnologia, per raggiungere effetti non solo suggestivi, ma anche altamente spettacolari.

E proprio la dimensione spettacolare ha ha contribuito a rendere più accettabile la recitazione di un testo non certamente facile da seguire, per quanto ben recitato non solo da Glauco Mauri, ma anche da tutti gli altri attori della compagnia.

Grande teatro quindi, in tutti i sensi, anche se impegnativo per la sua dimensione e profondità letteraria.

Il nostro riferimento al mito di Faust era quello di Christopher Marlowe, che, in un truce dramma pre-elisabettiano, aveva raccontato il patto scellerato tra il Dr. Faustus e il demonio; all’università ci avevano spiegato che il Faust rappresentava l’uomo di scienza, colto da una libido sciendi, da una insaziabile sete di sapere, per saziare la quale era disposto a vendersi tutto, anche l’anima. Quando però, dopo aver toccato le vette del sapere, per il Dr. Faust era venuta la sua ora, in una scena altamente tragica il diavolo si era presentato ad esigere puntualmente il suo credito; era un momento altamente significativo, in cui, simbolicamente, tutto il sapere umano non riusciva a prolungare di un solo secondo la vita di Faust.

Diverso è il taglio con cui Goethe ha guardato a questa vicenda; sarà infatti proprio con il suo immenso sapere, acquisito in anni di studio, che Faust riuscirà a gabbare il demonio e a salvarsi l’anima. C’è in questa conclusione in qualche modo positiva, tutta la differenza tra i due autori sulla possibilità della scienza di salvare l’uomo, che diventa così in qualche modo artefice del suo destino.

Non è difficile cogliere l’attualità del dilemma tra scienza e religione, in un mondo come il nostro dove la scienza ci sta portando all’auto-distruzione, proprio mentre resta l’unico mezzo per salvarci; per questo, al dr. Faustus di Marlowe, preferiamo il Faust di Goethe.
Ferdinando Offelli - 21 mar.08