Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 28^ Stagione Teatrale

L'uomo, la bestia e la virtù

Un Pirandello insolito con un grande Leo Gullotta
Un Pirandello poco pirandelliano ci è sembrato quello presentato da Leo Gullotta nella commedia “L’uomo, la bestia e la virtù” recentemente andata in scena al Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della 28^ Stagione Teatrale.

La vicenda è quella di un professore, il trasparente signor Paolino, che ha una tresca amorosa con la virtuosa e procace signora Perella, moglie di un ammiraglio, che il mare e un’amante a Napoli, tiene lungamente assente da casa.

Il problema scoppia quando la virtuosa signora Perella resta incinta, cosa non facile da spiegare a un marito da tempo lontano da casa. Naturalmente il nostro Paolino, integerrimo e irreprensibile, si prende così a cuore la questione nel tentativo di salvare la signora da una situazione imbarazzante; niente di meglio che una notte d’amore coniugale, approfittando del provvidenziale ritorno in famiglia dell’ammiraglio.

Una notte che va accuratamente preparata, con una mise seducente, da una cenetta durante la quale il nostro Paolino si permette di offrire agli ospiti una torta afrodisiaca, appositamente fatta confezionare da un pasticcere; oggi sarebbe bastato il viagra.

Una notte durante la quale il nostro professore, appostato sotto le finestre dei Pedrella, non riesce a dormire, ansioso di scoprire al mattino se il trucco ha funzionato, facendo rientrare la gravidanza nella normalità della vita coniugale. Segnale del successo doveva essere l’esposizione di un vaso di gigli sul davanzale di casa Pedrella.

Grande sarà la sorpresa del professore quando alla mattina una appagata signora Pedrella farà mettere sul balcone non uno ma ben 5 vasi di fiori, a testimonianza di una notte davvero focosa e certamente risolutrice.

Non è stato difficile cogliere il senso di divertimento che pervadeva la commedia; il primo a divertirsi deve essere stato proprio Luigi Pirandello che ha trattato con una sottile ironia una relazione apparentemente irreprensibile, per quanto extra-coniugale; ci sono delle circostante che vanno comunque salvaguardate, al di là della scarsa moralità dei personaggi.

Evidentemente divertito, a volte persino esilerante, è stato Leo Gullotta, nella interpretazione magistrale di un personaggio furbescamente in grado di affrontare una situazione scabrosa, mantenendo un comportamento irreprensibilmente corretto e rispettoso verso la donna sedotta.
Ferdinando Offelli - 21 mar.08