Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 29^ Stagione Teatrale

Marlene

Il viale del tramonto di una grande attrice
Certamente di buon livello, anche se non eccelso, lo spettacolo “Marlene” recentemente presentato al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 29^ Stagione Teatrale.
Sul testo di Giuseppe Manfridi e per la regia di Maurizio Panici, Pamela Villoresi ha interpretato da vera protagonista la figura di Marlene Dietrich.
La commedia si struttura in 3 parti che in qualche modo avrebbero la consistenza di 3 atti. Nella prima parte, ambientata a Londra nel 1954, la scena si svolge in un albergo alla vigilia di un importante recital al Cafè de Paris. Ormai più che cinquantenne Marlene Dietrich, che si era naturalizzata americana, viene rifiutata da Hollywood e per rivalsa intraprende in Europa la carriera di cantante. C’è un intenso colloquio col suo Pigmalione, Joseph Von Stenberg, il regista de “L’angelo azzurro”, durante il quale l’attrice rivive la sua scelta di interpretare Lola.
La seconda parte si svolge invece nel 1960 a Berlino, dove la Marlene, trasfuga negli Usa, viene osteggiata dalla gente. La scena si svolge nel camerino di un teatro nell’imminenza dello spettacolo alla presenza di un giovane e promettente musicista Burt Bacharach a cui Marlene ha affidato l’orchestrazione dei suoi concerti e con cui ha quella che è stata definita “una potente carica erotica”.
La terza parte si svolge a Toronto nel 1975, in una stanza del grande albergo in cui Marlene, ormai settantenne, ha in programma uno spettacolo, nonostante i numerosi acciacchi dovuti all’età. Qui il colloquio avviene con la figlia Kater che l’accompagna ma a cui ha in qualche modo condizionato la vita. Tra le due, in attesa di entrare in scena, c’è un impietoso faccia a faccia, ironico e divertente, alla fine del quale Marlene sfugge alla realtà e torna a parlare con il suo Pigmalione Sternberg.
La nostra prima impressione è che forse Pamela Villoresi, per quanto brava ed efficace, sia ancora troppo’ giovane per essere pienamente credibile nella parte di un’attrice sul viale del tramonto. Intendiamoci, il mestiere c’è tutto, l’interpretazione ad ottimo livello, ma quello che la Villoresi per ragioni anagrafiche non può avere è il senso di tragicità che può evere un’attrice sessantenne o settantenne.
Forse però il limite vero che non rende eccelso questa commedia non è tanto l’interpretazione della protagonista, quanto più il testo drammatico. Della vita di Marlene Dietrich e delle sue coraggiose scelte di vita viene presentata non la sfolgorante carriera in cui ha dato il meglio di sé, ma solo la fase finale, il viale del tramonto appunto, in cui la prorompente forza vitale diventa la nostalgia e il patetico giovanilismo dell’impietosa vecchiaia.
Merito della Villoresi-Marlene è l’aver reso con assoluta efficacia come queste grandi attrici, tutte prese dalla loro carriera artistica, lasciano sullo sfondo quella realtà della vita a cui la comparsa delle prime rughe inesorabilmente le richiama.
Ferdinando Offelli - 24 dic.08