Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale – 29^ Stagione Teatrale

Trilogia della Villeggiatura

Un Goldoni che non è più Goldoni
Goldoni è Goldoni, e tale secondo noi dovrebbe restare. Intervenire per cambiarlo, anche se è lui stesso a farlo, si rischia di snaturare la sua opera e disorientare lo spettatore.
In questo senso va letta, secondo noi, “La trilogia della villeggiatura” recentemente presentata al Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della 29^Stagione Teatrale.
Si tratta in sostanza di tre commedie sulla villeggiatura, scritte in italiano, che l’autore stesso considerava “ciascuna può figurare da sé e tutte e tre insieme si uniscono perfettamente”.
Riprendendo una precedente esperianza di Giorgio Streheler per il Piccolo Teatro di Milano, il regista Toni Servillo ha ricavato un unico spettacolo che, con l’aggiunta di un lungo intervallo per fare un po’ di salotto thienese, ha fatto superare abbondantemente le 3 ore.
La vicenda è in sintesi quella di 4 giovani tra cui si intrecciano le solite schermaglie amorose; si tratta di due coppie non molto ben assortite dove lui, Leonardo, ama interessato l’ereditiera Giacinta, legata a lui da una promessa matrimoniale, ma che a sua volta ama ricambiata il bel tenebroso Guglielmo, il quale per non compromettere la ragazza si impegna in una promessa con Vittoria, la vivace sorella dello squattrinato Leonardo.
Che questo non sia il solito Goldoni, o che si tratti di un Goldoni ormai smaliziato dalla vita, lo dimostra il fatto che a presiedere alla soluzione, per quanto contrastata, delle varie vicende amorose non sono come al solito i sentimenti, quanto più le considerazioni e gli interessi economici; tanto che alla fine, salvo forse per i due servi, tutti sembrano arrivare ad un matrimonio senza amore, compreso lo scroccone Ferdinando che sposa l’eredità della bella e vanesia zia di Giacinta.
I tempi in cui vengono scandite queste vicende vanno dalle “smanie della villeggiatura” (titolo della prima commedia della trilogia goldoniana), con il bisogno di esserci per apparire, alle “avventure della villeggiatura” che scombinano i soliti giochi amorosi, per finire in un malinconico “ritorno dalla villeggiatura” in cui ognuno deve prendere atto di una realtà deludente, ma che finisce per dover accettare per interesse. Insomma un Goldoni più di denuncia sociale, che guarda più con sarcasmo che con ironia, irridendo al mondo della piccola borgesia che pavoneggia la grande nobiltà, quella per capirsi delle maschere, senza esserne all’altezza.
Questa “Trilogia della villeggiatura” messa in scena dal Piccolo Teatro di Milano per la regia di Toni Servillo è certamente teatro ad un grande livello spettacolare, sia nella interpretazione dei 15 personaggi che nella scenografia e nei costumi, questi ultimi decisamente goldoniani. Tutta da gustare l’interpretazione personale di Toni Servillo nella parte di Ferdinando, l’unico che sembra aver capito il gioco illusorio della villeggiatura, adeguandovisi con divertente leggerezza.
Notevole è anche l’interpretazione di Giacinta da parte di Anna Della Rosa, soprattutto nella resa del passaggio dalla sfrontata sicurezza della prima parte, all’insinuarsi del dubbio (forse un po’ troppo insistito), fino alla rinuncia dell’amore e alla accettazione finale di una sistemazione.
Insomma siamo convinti di aver assistito ad un spettacolo di buon teatro in tutti i sensi, ma solo lontano parente del Goldoni cui siamo da tempo abituati; come dire che il Goldoni di Milano non è più il Goldoni di Venezia.
Ferdinando Offelli - 1 feb.09