Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 29^Stagione Teatrale

Il dubbio

Bravo Stefano Accorsi, strepitosa Lucilla Morlacchi
Un altro buon spettacolo ci è stato recentemente offerto dal Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 29^Stagione Teatrale; si tratta della commedia “Il dubbio” con Stefano Accorsi nel ruolo di padre Flynn, Lucilla Morlacchi come Suor Aloysia, Alice Bachi come suor James, Nadia Kibout come Mrs. Muller, e per la regia di Sergio Castellitto.
È la commedia con cui l’autore John Patrick Stanley ha vinto il premio Pulitzer nel 2005, mentre della stessa è imminente l’uscita di una trasposizione cinematografica con cui Merryl Streep è in corsa per l’Oscar 2009.
Come spesso accade, la commedia tratta un argomento di attualità, la pedofilia purtroppo largamente diffusa tra il clero americano, collocandolo nel tempo, in quel periodo di forto cambiamenti sociali che è andato dal presidente J.F. Kennedy al Concilio Vaticano II di Giovanni XXIII; un periodo, ancora oggi sotto accusa nella Chiesa degli intransigenti, per aver sostituito il concetto di autorità gerarchica del clero con quello di comunità dei cristiani. Quasi a sottolineare il senso dei tempi in cui la commedia si svolge, Sergio Castellitto ha usato le canzoni di Bob Dylan, un altro simbolo del bisogno di cambiamento che allora si avvertiva.
Frutti di questi tempi di cambiamento sono sia padre Flynn che suor James, giovani insegnanti presso un collegio cattolico diretto dalla intransigente e ossessivamente diffidente suor Aloysia, che ancora trova sconveniente il fatto che un prete sia anche momentaneamente solo in una stanza con una suora.
Così quando suor James accennerà alla direttrice delle attenzioni di padre Flynn per l’unico studente di colore della scuola, nascerà in lei il dubbio che, pur senza prove evidenti, potrà essere fugato solo trasferendo il sacerdote; il quale, a sua volta, non sa capacitarsi del fatto di non poter dimostrare l’inconsistenza delle accuse che gli sono state mosse; efficace la sua predica in cui usa la metafora del cuscino sventrato per indicare l’irreparabilità della calunnia e della maldicenza che a volte colpiscono senza che ci si possa difendere.
Si viene a determinare una situazione assurda in cui i personaggi sembrano chiusi dentro un muro fatto di sospetti senza prove; nel finale, con padre Flynn ormai trasferito altrove, suor Aloysia è ancora ossessionata dal dubbio che l’ha spinta ad agire. Stefano Accorsi, come attore teatrale, nel ruolo di padre Flynn è certamente bravo, ma non ancora una grande attore; grande in senso assoluto abbiamo trovato l’interpretazione di Lucilla Morlacchi nella parte di suor Aloysia, con questo guardare con disprezzo e timore ogni accenno di cambiamento sociale in atto. Il suo integralismo è la sua certezza, una certezza che non accetta aloni di dubbio, dai quali non si può comunque liberare.
Ferdinando Offelli - 22 feb.09