Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 29^Stagione Teatrale

Amleto

L’attualità di Amleto
“Amleto”, interpretato da Alessandro Preziosi, recentemente andato in scena al Comunale di Thiene, era giustamente atteso come uno dei punti forti di questa 29^ Stagione Teatrale ormai in via di conclusione.
A noi ha in un certo senso disturbato il fatto che nella messa in scena originale, oltre ad Alessandro Preziosi nel ruolo di Amleto, ci fosse Silvio Orlando nella parte di Polonio, Franco Branciaroli in quella di Claudio e Carla Cassola nel ruolo della regina Gertrude; un cast che, senza nulla togliere ai pur validi sostituti, non si è ritenuto di portare in provincia.
Naturalmente, quando si parla dell’Amleto di Shakespeare non serve
raccontarne la trama, largamente conosciuta; c’è piuttosto da guardare alla regia, all’interpretazione, soprattutto del protagonista,
Interpretare l’Amleto di Shakespeare può rappresentare infatti un metro di valore assoluto nella maturità e nella carriera di un attore, con tutti i rischi connessi a tali tipi di esperimenti.
In questo senso Alessandro Preziosi nel ruolo di principe di Danimarca ha dimostrato di essere un attore, magari un buon attore, forse non un eccellente attore e certamente non ancora un grande del teatro.
"Attraverso Amleto vogliamo parlare del contemporaneo per riportare il teatro classico e l'arte al loro ruolo fondamentale: ovvero essere lo specchio del mondo in cui viviamo" spiega Preziosi. "Amleto è un intellettuale in crisi e diventa attuale perché oggi la figura dell'intellettuale ha perso forza, è incapace di 'sentire' e quindi di provocare a sua volta una reazione nei suoi interlocutori".
E veniamo alla regia di Armando Pugliese, che dichiaratamente ha fatto un “adattamento e riduzione”, del testo della tragedia di Shakespeare, nella traduzione di Eugenio Montale.
”Mettere in scena Amleto è un tentativo di raccontare con parole potenti come sono quelle di Shakespeare qualcosa che ci riguarda e che riguarda il tempo che stiamo vivendo, il nostro tempo. Forza e debolezza, impulsività e calcolo, sensibilità e riflessione: tutto é estremo in Amleto, che con il suo idealismo si pone sulla scena a testimoniare, assieme a un dramma personale, i conflitti e le aspirazioni di ogni giovane contemporaneo che abbia una concezione dell’esistenza e intanto debba sperimentarne la corruttibilità. La tragedia sottolinea, inoltre, il tema dell’atavico conflitto tra “padri” usurpatori e figli: i primi che non accettano il cambiamento e impongono ai giovani una società ormai superata, e le nuove generazioni, che tentano di non farsi sopraffare da aspettative esagerate e ambizioni irraggiungibili.”
“Rispetto alle interpretazioni più classiche, - è ancora Preziosi che parla - questo nuovo allestimento intende offrire una lettura diversa. Un modo anche per “recuperare la dimensione politica e metaforica del testo di Shakespeare in tutta la sua attualità“.
In realtà a noi sarebbe piaciuto abbandonarci al testo di William Shakespeare che nel suo Hamlet porta il sentimento umano della vendetta fino alle sue estreme profondità, al punto da annientare non solo gli altri ma anche se stessi.
È a questa profondità di studio dell’animo umano che l’Amleto di Shakespeare non ha bisogno di riletture in chiave psicanalitica e sociologica, semplicemente perché l’originale, così com’è, si pone ad un livello assoluto, sempre attuale perché fuori dal tempo.
Ferdinando Offelli - 15 mar.09