Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Con Giacinto Gallina finisce la 29^Stagione Teatrale

La base de tuto

Una messa in scena velleitaria e noiosa
La fine della 29^ Stagione Teatrale al Teatro Comunale di Thiene è stata decisamente sottotono, certo non all’altezza e che quindi ci ha lasciato con l’amaro in bocca.
Stiamo parlando dello spettacolo finale, “La base de tutto” di Giacinto Gallina, messo recentemente in scena dal Teatro Stabile del Veneto e distribuito dal Circuito Teatrale Regionale Arteven.
Anzitutto si è trattato di un ardito “adattamento drammaturgico” ad opera di Stefano Pagin, che ne è il regista, di 2 commedie di Giacinto Gallina “Serenissima” e appunto “La base de tuto”.
A noi questa è sembrata un’operazione culturalmente velleitaria, anche perché ne è risultata a nostro avviso una terza commedia, non più d’autore, che non poteva avere la necessaria coerenza narrativa col tutto.
Inutile spiegare che, rispetto al Goldoni cui viene spesso avvicinato, in questi suoi lavori Giacinto Gallina usa un tono declamatorio che raramente si addice al teatro d’arte; la regia, ci sembra, invece di tentare di semplificare, ha ulteriormente aggravato questo aspetto.
Non siamo in grado di riassumere compiutamente le vicende narrate, anche perché confessiamo di non averle ben capite e di averle dovute poi cercare su Internet.
Nel primo atto, che dovrebbe corrispondere alla prima commedia, c’è sullo sfondo il problema dei vaporetti che si teme vadano a sostituire la tradizionale gondola, mentre una cocotte veneziana se la intende con un pittore inglese da cui avrà una figlia.
Nel secondo atto, si filosofeggia sul fatto che per alcuni saccenti de botega, la “base de tutto” sembrano essere i bezzi, i soldi, mentre per altri, tra cui il Nobiluomo Vidal, lui che i soldi li ha, “la base de tuto” resta l’amore e i rapporti tra persone.
E così, mentre la madre di famiglia è tutta presa da una cambiale da farsi restituire, l’ex-cocotte è diventata una tenera mamma che vuole sottrarre la figlia all’ambiente portandola a vivere in campagna, mentre Vidal assume l’atteggiamento di eroe romantico che diventa persino socialisteggiante e picchia in scena il figlio scapestrato, naturalmente per educarlo...
A tutto questo va aggiunta una recitazione che secondo noi nel complesso non ha risposto ai canoni minimi di accettabilità per il Teatro Comunale di Thiene.
Attori che hanno recitato, magari in dialetto, senza preoccuparsi di essere sentiti dal pubblico, a cui giravano le spalle o standosene sul fondo del palcoscenico. Non sappiamo se tutto ciò vada attribuito a limiti di esperienza; di sicuro ci sono limiti di regia, forse più semplicemente di ‘mestiere’.
È come dire che la 29^ Stagione Teatrale Thienese, complessivamente una buona stagione, pur nelle varietà delle proposte e con alcune punte di eccellenza, alla fine ci ha offerto un caffè amaro.
A noi piace dolce, e con il rasentin.
Ferdinando Offelli - 11 apr.09