Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 30^ Stagione Teatrale

Un ispettore in casa Birling

Un ispettore fa emergere le responsabilità di un suicidio
Se al teatro uno chiede la possibilità di passare una tranquilla e leggera serata, la commedia “Un ispettore in casa Birling”, recentemente andato in scena al Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della 30^ Stagione Teatrale Thiene, è una possibile risposta.
La commedia di John Boynton Priestley risale al 1946 e, se vogliamo andare per il sottile, porta i segni dell’età. La vicenda, ambientata nel 1912, è quella di un ispettore, Goole, che si reca a casa Birling in seguito al suicidio di una ragazza, per interrogare… con nostra sorpresa un po’ tutti i membri della famiglia borghese di industriali.
La famiglia sta festeggiando il fidanzamento della figlia Sheila con il brillante giovane Gerald Croft, con il padre Arthur Birling entusiasta e che sogna la fusione di due ditte concorrenti in un impero industriale
Anzitutto la ragazza, Eva, come l’ispettore fa emergere, è arrivata al suicidio dopo che la capricciosa e viziata figlia Sheila Birling l’ha fatta licenziare dal negozio dove lavorava, tanto che ora la rampolla si sente in qualche modo responsabile di aver provocato la tragedia.
Con accorte ma ben precise domande l’ispettore Goole fa emergere che Eva ha avuto per un certo periodo una relazione con Gerald Croft, fidanzato di Sheila, e che in precedenza aveva avuto una story con il figlio Eric Birling, da cui era rimasta incinta; rivoltasi alla signora Sybil Birling, in una associazione benefica in cerca di aiuto, Eva si era vista respinta rudemente, fino a giungere ormai disperata al suo gesto fatale.
A questa verità l’ispettore Goole perviene incalzando con domande che scavano nel profondo psicologico dei vari personaggi.
Preoccupato dello scandalo pubblico che deriverebbe dall’accostamento del suicidio di Eva con il buon nome della ditta Birling, il capofamiglia, Arthur Birling, comincia a mettere in dubbio non solo la validità delle prove, ma anche il fatto che Goole sia davvero un ispettore di polizia.
Questo dubbio sembra poter diventare un espediente per scaricare le proprie responsabilità, e quindi autoassolversi, come se queste dipendessero dalla reale identità dell’ispettore.
Il dubbio porta in crescendo a mettere in forse l’esistenza di un ispettore Goole, e quindi della ragazza suicida e quindi di tutto ciò che l’ispettore ha fatto emergere.
Su questa amara conclusione la commedia si chiude, con il ritorno in casa Birling dell’ispettore Goole, che agli astanti mostra non solo la tessera di poliziotto ma anche il corpo della ragazza suicida, inchiodando tutti alla verità e alle loro responsabilità.
Vivace e movimentata sia la regia che l’ambientazione scenica, buona in generale la recitazione, per quanto a volte inopportunamente gridata e amplificata attraverso i disturbanti microfoni.
Sui due protagonisti, Paolo Ferrari e Andrea Giordana, bisogna dire che questa volta hanno dimostrato più mestiere che bravura, e che proprio loro, essendo stati più volte presenti al Teatro Comunale di Thiene, dovevano ben sapere che qui non servivano i microfoni per essere sentiti dagli spettatori; il Comunale di Thiene è un teatro “vero” e come tale va rispettato.
Ferdinando Offelli - 6 dic.09