Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 30^ Stagione Teatrale

L’anatra all’arancia

Un capolavoro di commedia leggera
Normalmente ad una serata a teatro chiediamo anzitutto di non annoiarci; dato questo per acquisito, accettiamo tutto, magari in un giusto mix di teatro impegnato e teatro leggero, con tutte le variabili possibili.
Un capolavoro del teatro leggero è stata definita la commedia “L’anatra all’arancia” recentemente andato in scena al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 30^ Stagione Teatrale, con protagonisti Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio, e per la regia di Ennio Coltorti.
La vicenda di questa commedia, originariamente scritta nel 1967 dallo scozzese William Douglas-Home (‘The secretary bird’) e successivamente ripresa dal francese Marc Gilbert Sauvajon col titolo di ‘Le canard à l’orange”, è quella dei due coniugi Ferrari che dopo 15 anni di vita matrimoniale e 2 figli, come coppia scoppiano quando con uno stratagemma, un po’ sul vigliacco, il marito Gilberto fa confessare alla moglie Lisa di avere un amante, tale Leopoldo Augusto Serravalle-Scrivia, con cui è in procinto di partire per un viaggio a Parigi, abbandonando marito e figli.
Il marito finge di accondiscendere, anzi di assecondare le intenzioni della moglie, tanto da invitare l’amante a casa loro per la cena, mentre lui convoca la propria giovane segretaria, Patty Pat, per trascorrere con lei una notte, addossandosi così la colpa del divorzio.
Servita da una cameriera genuinamente meneghina, la esilerante Teresa che ha una venerazione per l’innocente padroncina, le due coppie cenano con il piatto forte, che è appunto l’anatra all’arancia, prima di ritirarsi per la notte.
Quando al mattino successivo è venuto il momento di partire, dopo una notte infuocata passata da Gilberto con la segretaria, la moglie Lisa si rende conto non essere più disponibile all’avventura parigina e decide di restare; così Leopoldo Augusto offre un passaggio a Patty Pat, che in realtà è l’inizio di un’altra story, mentre Gilberto e Lisa riconciliati, progettano la settima luna di miele, stavolta all’Excelsior di Parigi.
Pregio della commedia è certamente quello di sostenere la narrazione con il giusto ritmo, ma anche con una scoppiettante sequenza di battute comiche tra il sarcastico e il cinico.
Della recitazione si può dire che è stata abbastanza efficace per Corrado Tedeschi, nella parte di Gilberto Ferrari, meno quella di Debora Capriolio, nella parte della moglie Lisa; caratteristi, più che attori, gli altri tre personaggi, a volte un po’ sopra le righe, mentre assolutamente simpatica è risultata l’interpretazione di Gioietta Gentile, nel ruolo di Teresa.
Questo evidentemente senza andare a pensare ad indebiti confronti con precedenti edizioni della commedia, tra cui quella con Alberto Lionello e Valeria Valeri; per non parlare dell’edizione cinematografica per la regia di Luciano Salce e con Ugo Tognazzi e Monica Vitti come protagonisti.
Ferdinando Offelli - 21dic.09