Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Alla vigilia di Natale a 79 anni

È morto Giulio Bosetti

Una vita per il teatro passata anche per Thiene
Non avrebbe più senso il nostro andare a teatro se lasciassimo passare inosservata la morte di Giulio Bosetti, avvenuta la notte di Natale dopo una lunga malattia.
Non avrebbe più senso, dicevamo, perche Giulio Bosetti è stato uno dei più grandi attori che hanno calcato la scena del Teatro Comunale di Thiene.
Le note biografiche di Giulio Bosetti, più che dagli eventi della sua vita, sono scandite dai suoi impegni come attore. Nato a Bergamo nel dicembre del 1930 è emerso negli anni ’60 e ’70 come popolare e versatile attore, sia di teatro che della tv, in numerosi e popolarissimi sceneggiati televisivi, come nel cinema; sua l’interpretazione del giornalista Scalfari nel film “Il Divo” su Giulio Andreotti.
Di casa al Teatro Olimpico di Vicenza sin dal 1955, Giulio Bosetti è stato più volte al Comunale di Thiene, con opere diverse che andavano dal “Così è se vi pare” di Pirandello al “Sior Todaro Brontolon” di Goldoni; almeno due però sono state, a nostro avviso, le interpretazioni di Giulio Bosetti al Comunale di Thiene che, al di là delle date, sono rimaste fortemente impresse nella nostra memoria.
Una è la sua non facile interpretazione di “Assassinio nella Cattedrale” l’opera fortemente impegnativa di Thomas Sterne Eliot. La sua voce forte e cavernosa risuonava solenne ed ammonitrice sotto le alte colonne gotiche della cattedrale di Carterbury, mentre il protagonista si avviava consapevole al suo tragico destino.
Un testo teatrale di valore assoluto, tanto da essere considerato un classico del teatro moderno, che Bosetti ci seppe far apprezzare nella sua profondità letteraria.
L’altra sua interpretazione per noi indimenticabile è quella del protagonista ne “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni.
Con quel suo fare altezzosamente elegante, staccato, sapientemente ironico, a volte sarcastico, scandito da infinite tazze di caffè, Giulio Bosetti ci ha regalato uno dei non frequenti “magic moment” che solo il teatro sa dare, una rappresentazione in cui attore e personaggio non sono più chiaramente distinguibili.
Momenti in cui il teatro diventa vita e anche noi spettatori ci troviamo dentro la scena, emotivamente coinvolti nella storia narrata.
Un livello normalmente non facile da raggiungere, magari per tutta una stagione di produzioni non più che accettabili, quando non si scende al livello della spazzatura televisiva, ma che quando arrivano ripagano lo spettatore che nel teatro vuole leggere, come in uno specchio, il bene e il male della sua esistenza.
Ecco perché, da appassionati frequentatori del Teatro Comunale di Thiene, non potevamo lasciar passare inosservata la morte di Giulio Bosetti, un attore che ci ha dato molto nella varie dimensioni in cui si era espressa la sua carriera artistica, ma che aveva nel teatro una sua identificazione più profonda, quasi una seconda natura.
Per questo abbiamo voluto unirci a quanti hanno trovato doveroso ringraziarlo.
Ferdinando Offelli - 2 gen.10