Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 30^Stagione Teatrale

Italiani si nasce… e noi lo nacquimo

Qualcosa tra il cabaret e la spazzatura tv
Possiamo anche cercare di edulcorare la nostra critica, secondo una diffusa prassi giornalistica, ma è certo che lo spettacolo “Italiani si nasce e noi lo nacquimo” andato in scena al Teatro Comunale di Thiene, nell’ambito della 30^Stagione Teatrale, con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, ci ha profondamente delusi; anche perché lo aspettavamo con una certa ansia per tirarci su lo spirito dopo i drammi intensi che ci sono stati ultimamente offerti.
A Thiene, ricordiamolo, c’è da anni una magnifica stagione di Cabaret, un genere di spettacolo che ha i suoi aficionados, tra cui noi, e che ha una sua specifica fisionomia teatrale.
Non era il caso quindi di infilare quello che è sostanzialmente uno spettacolo di cabaret nel programma della 30^Stagione Teatrale Thiene, magari facendo leva su nomi sicuri, come quello di Maurizio Micheli e Tullio Solenghi.
Dalla stagione teatrale ci aspettiamo qualcosa di più, soprattutto di diverso dal cabaret.
Ma anche come spettacolo di cabaret questo “Italiani si nasce” ha lasciato molto a desiderare; normalmente siamo abituati a vedere di molto meglio. Anche perché, più che una satira verso i vizi nostrani, è stata un’insieme di luoghi comuni scontati, di banalità, a volte persino penose, del tipo che ci ha fatto allontanare dalla tv spazzatura.
Le grandi trovate, quelle che dovevano farci ridere, sarebbero che Eva metteva le corna ad Adamo, con chi non si sa, che i cristiani venivano dati in pasto ai leoni secondo l’ordine numerico; e via di questo passo con Cristoforo Colombo e Giacomo Casanova, fino ad arrivare alle statue di Giuseppe Garibaldi e di Vittorio Emanuele II che scendono dai piedistalli per accorgersi che il mondo è cambiato e che “non ci sono più i valori di una volta”.
Certo si notava la dovizia di mezzi dell’apparato tecnico, dalle scene ai costumi, hanno fatto dignitosamente la loro parte anche i personaggi di contorno, ma quelli che sono caduti sono stati i 2 grandi, Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, che avrebbero dovuto fare la differenza, e invece non si sono alzati di molto al di sopra degli altri.
Quello che comunque è stato offensivo è il testo recitato; e mai possibile, ci chiediamo, che qualcuno riesca ad avere una così scarsa considerazione dell’intelligenza e del gusto teatrale di noi spettatori, da riuscire a propinarci una sequenza di avvilenti stupidità da spazzatura televisiva. Che diritto hanno di considerarci tutti degli italioti che si bevono ogni scemenza da chiunque propinataci.
La satira e l’ironia, fatte con intelligenza, sono tutt’altra cosa. Ed è questo che alzandoci la sera dal salotto e andando a teatro, pretendiamo; per vedere questa spazzatura possiamo anche rimanere comodi a casa.
Ferdinando Offelli - 7 feb.107