Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, Rassegna Cabaret

Bankapalanka

Strepitosi i 4 vicentini magnagatti
Il fatto di mangiare i gatti sembra essere stato portato stranamente in risalto dalla vicenda di Beppe Bigazzi, che ha avuto un’eco persino sul Times di Londra.
Sull’onda di questa strana coincidenza abbiamo assistito allo spettacolo “Bankapalanka” recentemente messo in scena dall’Anonima Magnagati al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della rassegna di Cabaret 2010.
Si tratta di uno spettacolo diverso rispetto ai precedenti del gruppo vicentino, per quanto la struttura di fondo sia comunque la stessa. Una diversità che ha fatto la qualità, rispetto ai precedenti spettacoli che nella loro ripetitività avevano finito, se non per stancare, certamente per esaurire le ragioni che ci fa loro fedeli spettatori da ormai più di 30 anni. Li ricordiamo infatti quando, anche loro molto più giovani, ci hanno sorpreso e divertito per la prima volta nel vecchio Teatro Comunale.
Il tema trattato in Bankapalanka è quello della crisi, che è stata prima finanziaria, inutilmente coperta da un gergo di banchieri che cercavano prestigio attraverso la nostra incapacità di seguirli nei loro termini e ragionamenti, rigorosamente in inglese, e nelle grandi promesse, di cui ci stiamo ora leccando le ferite.
La crisi finanziaria, pur con tutti i dottoroni al suo capezzale, è inevitabilmente diventata crisi economica, con tutto il corollario di fallimenti, cassa integrazione, licenziamenti che perdurano nonostante a livello governativo sia d’obbligo ostentare un cretino ottimismo, per non passare per disfattisti. Forse la crisi più che alle spalle ci sta sulle spalle, le nostre, non certo quelle di Tremonti.
Con tutti i giochi dialettici di cui sono ormai esperti maestri i 4 ex-ragazzi di Vicenza hanno ripercorso la storia del denaro, non sempre magari in modo coerente, ma comunque sempre divertente e spesso esilerante.
Oltre al consueto schema che si basa sui tre che caricano le situazioni, risolte poi dal Barbujanni con la sua innata simpatia e la sua intelligente comicità, in questa “Bankapalanka” si è fatto ricorso alla magica penna di Toni Vedù, che ha seguito lo sviluppo dello spettacolo disegnando in diretta le sue efficaci vignette sullo schermo al centro della scena.
Sulla combinazione tra la recitazione, il disegno e le musiche è venuto fuori un insieme organico e spettacolarmente efficace, il cui merito va certamente attribuito anche alla regia di Roberto Cupone.
A nostro avviso, la diversità di questo Bankapalanka non è tanto l’introduzione dei nuovi elementi teatrali, quanto più la loro sapiente dosatura e una ritrovata convinzione, a volte grinta, dei magnagati vicentini. Ne è venuta fuori una di quelle serate che per un paio d’ore ci hanno distolto non solo dalle nostre preoccupazioni personali ma anche dal deludente panorama mass-mediatico in cui ci troviamo a vivere; per quanto la crisi abbia in qualche modo imperversato anche su ciascuno di noi, è salutare per una serata riderci sopra, anche perché dai sedicenti maghi della bankapalanka ci andremo domani.
Ferdinando Offelli - 28 feb.10