Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 30^ Stagione Teatrale

L’appartamento

Far carriera prestando l’appartamento
È sempre difficile, a volte persino ingeneroso, giudicare uno spettacolo teatrale condizionati dalla versione cinematografica, magari di successo, della stessa opera.
Il problema si è ripresentato con lo spettacolo “L’appartamento” andato in scena alcune settimane fa al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 30^ Stagione Teatrale.
Forse la differenza sta anzitutto nel fatto che Massimo Dapporto al suo apparire in scena, somigliava di più a suo padre Carlo che a Jack Lemmon, che nel 1960 insieme con Shirley MacLain con questo film vinse qualcosa come 5 premi Oscar.
La storia è quella di Bud Baxter, impiegato in una grossa compagnia assicurativa, che per fare carriera e salire nei piani superiori del comando, non trova di meglio che prestare ad ore il suo appartamento ad amici e manager per i loro incontri galanti extra-coniugali.
Mentre il nostro Bud si innamora della ragazza dell’ascensore, Fran Kubelik, scopre che la donna ha una tempestosa relazione con un suo direttore, Sheldrake, che promettendogli un avanzamento di carriera, gli chiede la chiave dell’appartamento.
Profondamente deluso ed amareggiato, Bud si licenzia e vende l’appartamento, intenzionato a trasferirsi altrove, mentre anche Fran si scopre innamorata di lui.
Il dramma è ben recitato, con un Massimo Dapporto leggermente appesantito, ma maestro nella efficace tipizzazione del personaggio di Bud Baxter.
Anche Benedicta Boccoli è godibile nella sua interpretazione della volubile ma ingenua ragazza dell’ascensore, in cerca di una sistemazione matrimoniale.
Un po’ macchinosa ci è invece sembrata la scenografia, con insistiti cambiamenti di scena che sono naturali nel cinema, ma non nel teatro.
Forse il maggior pregio di questa commedia è il senso di misura, il buon livello recitativo, insomma quel ci si aspetta per divertirsi a teatro.
Ferdinando Offelli - 21 mar.10