Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 30^ Stagione Teatrale

Le conversazioni di Anna K.

Dramma kafkiano reso godibile da Giuliana Lojodice
Decisamente buon teatro questo “Le conversazioni di Anna K.”, penultimo appuntamento della 30^ Stagione Teatrale, recentemente messo in scena al Teatro Comunale di Thiene.
Buon teatro, intendiamo, anche a prescindere dalla statura della protagonista, Giuliana Lojodice, che nella parte della domestica Anna, emerge per bravura su tutti gli altri.
Da parte nostra eravamo anche curiosi di vedere come sarebbe stata questa “libera trasposizione” teatrale del racconto “La metamorfosi” di Frank Kafka.
La vicenda, risaputa, è quella del giovane Gregor che una mattina al risveglio si rende conto di aver subito una terrificante metamorfosi, al punto da essersi trasformato in un mostruoso, gigantesco scarafaggio.
Se nel racconto il punto di osservazione della vicenda è quello del protagonista stesso che oltre al proprio disorientamento, deve registrare le reazioni degli altri, a cominciare dalla sua famiglia, nella trasposizione teatrale il punto di vista è dato dalla cameriera di casa Samsa, Anna.
Non più quindi la condizione di Gregor che, nella sua nuova dimensione, continua comunque a ragionare da persona umana, con considerazioni che l’autore ci descrive. Ora siamo noi che, attraverso la cameriera, dobbiamo cercare di capire lui, oltre che la sua famiglia. Una famiglia composta da padre, madre e sorella, oltre che dalla petulante e invadente cameriera Anna.
Di cameriere che diventano in qualche modo protagoniste della situazione è piena la storia del teatro; ma raramente ci è capitato che divengano il punto principale di osservazione della vicenda narrata.
Mentre tutti in famiglia, pur nell’affetto che li lega a Gregor, si vergognano di lui dopo la trasformazione subita e cercano di nasconderlo a tutti, è solo Anna che dovendo accudire la stanza in cui è relegato, riuscirà in qualche modo a comunicare con lui e finirà per accettarlo, instaurando una specie di rapporto umano che gli altri hanno reciso.
Per Anna, il mostruoso scarafaggio resta il suo Gregor, riuscendo in quella operazione di comunicazione che nel racconto di Kafka era centrata sul protagonista.
Finchè la sera del 18 compleanno della figlia, Gregor uscirà dalla stanza per la porta lasciata socchiusa da Anna perché sentisse meglio la musica, e alla sua apparizione farà fuggire terrorizzati gli invitati, compreso lo spasimante della ragazza.
Anna capisce che il dramma, per quanto tenuto nascosto, è in grado di distruggere la famiglia, e in qualche modo lo comunica a Gregor. Il dramma si chiude con la morte liberatoria dello scarafaggio, che Anna getta nella pattumiera.
Sul piano teatrale potremmo dire che i personaggi di Kafka ben si prestano ad essere rappresentati sulla scena; in questo senso va ammirata la regia che non ha sottolineato più di tanto quel che era già comunque teatrale.
Grande invece e tracciato a tutto tondo è il personaggio di Anna, così come Giuliana Lojodice ha reso sul palcoscenico; più che un personaggio è una persona umanamente credibile anche nella fiction teatrale.
Ferdinando Offelli - 21 mar.10