Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Il Teatro di Dario Fo

Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano

Un dramma sul primo vescovo di Milano
Dopo la presentazione introduttiva fatta nel precedente numero di Thienet, abbiamo intenzione di passare in rassegna le varie opere del teatro di Dario Fo e Franca Rame man mano che vengono pubblicate in dvd nella collana di Repubblica-Espresso.
Cominciamo dalla prima e più recente, “Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano” nella registrazione effettuata al Teatro Strehler di Milano nell’ottobre del 2009.
La prima sorpresa è certamente quella di vedere i due arzilli attori entrambi ultraottantenni recitare un testo impegnativo alla loro maniera, cioè divertendosi a divagare con paralleli sul presente, e con battute e frecciatine ironiche e divertenti.
La storia narrata è quella di Ambrogio, nato il giorno stesso in cui è morto Costantino il grande, e che, con i favori di un potente amico, Sesto Anicio Petronio Probo, nel 370 dopo Cristo sarà nominato ‘consularis major’ di quella Milano che, pochi lo sanno, era divenuta la capitale dell’impero romano.
C’è un bel dire che Ambrogio, colto e vivace, sia arrivato al potere dopo una feroce lotta di eliminazione degli altri concorrenti che Dario Fo e Franca Rame raccontano alternandosi e alternando la narerazione con il dialogo.
Uno degli aspetti più interessanti della recitazione è proprio questa alternanza di parti storiche narrate e di dialoghi in cui di volta in volta i due impersonano personaggi delal vicenda, dando loro la voce.
Fra i compiti del ‘consularis major’ c’era anche quello di regolare la disputa in base alla quale il popolo avrebbe scelto il nuovo vescovo; siamo in tempi in cui c’era una feroce lotta in tutto l’impero tra i cattolici, appena sdoganati da Costantino, e gli ariani, con tutti che cercavano di accapparrarsi i posti di prestigio.
Il fatto è che il popolo di Milano, invece di scegliere tra i due contendenti, chiese a gran voce ad Ambrogio di diventare lui il loro vescovo.
Lunga parte dello spettacolo si incentra su questa reticenza di Ambrogio, consigliato dalla madre, ad assumere la carica di vescovo; al punto che, per dimostrare a tutti la sua indegnità, arriva persino ad organizzare un’orgia sessuale per dare scandalo pubblico.
Nonostante questa dichiarazione di colpa, a dimostrazione di una indegnità morale a ricoprire la carica di vescovo, Ambrogio viene eletto perché riconosciuto in grado di unire le diverse componenti che agitavano il mondo cattolico del tempo.
Come dicevamo, un discorso impegnativo, reso godibile non solo dall’arte dei due attori, ma anche da continui riferimenti alla situazione politica attuale, con sempre sullo sfondo il premier, le sue millanterie e le sue orge.
Quello che si capisce inoltre è che Dario Fo e Franca Rame non solo vivono per il teatro, ma la loro vita è il teatro, dove possono persino permettersi di divagare da un copione per considerazioni personali su loro stessi.
Ferdinando Offelli - 6 mag.10