Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 31^Stagione Teatrale

Edipo Re

Un grande Branciaroli in guepiere
Grande teatro al Comunale di Thiene che ha recentemente aperto la 31^ Stagione Teatrale con “Edipo re”, per la regia di Antonio Calenda e con Franco Branciaroli protagonista.
La vicenda narrata è abbastanza nota; Tebe è colpita da una terribile epidemia e l’amato re Edipo consulta l’indovino cieco Tiresia, il quale gli dice di cercare l’assassino del predecessore, re Laio, profetizzandogli che “questo giorno ti darà la vita e ti distruggerà”.
Messosi alla ricerca dell’assassino di Laio, nel giro di una breve ma intensa giornata Edipo scoprirà di essere stato lui ad uccidere suo padre e a sposare sua madre Giocasta. La terribile scoperta porta Edipo ad acceccarsi e a scegliere di andare in esilio rinunciando al titolo regale.
Sarebbe troppo lungo parlare di come il mito di Edipo sia passato attraverso i secoli come esempio dell’uomo solo, che non sa chi è e quando lo scopre si accorge di essere disperato.
La tragica vicenda del re tebano raccontata da Sofocle, ha avuto una particolare attenzione con l’imporsi della psicanalisi e soprattutto con Sigmund Freud che ne ha studiato il complesso all’interno dei rapporti famigliari.
Con tutto questo peso già più che consistente, il regista Antonio Calenda ha voluto insistere nel dare una interpretazione psicanalitica, più che storica o mitologica, non tanto per il lettino su cui si svolge gran parte della rappresentazione, quanto più per il gioco di sdoppiamento dei personaggi.
E così Franco Branciaroli, con un solo cambio di tono della voce diventa tre personaggi, Edipo, Tiresia e Giocasta, mentre il coro composto da mezza dozzina di attori, tutti all’altezza del ruolo, diventa un personaggio unico interpretando coralmente il pastore cui era stato affidato Edipo bambino, poi salvato da un altro pastore.
Anche la scenografia contribuisce a rendere l’incubo vissuto da Edipo, mentre abbiamo trovato la recitazione assolutamente naturale ed equilibrata, senza perdere di drammaticità, permettendo di seguire un testo non facile.
Insomma noi abbiamo trovato questo “Edipo re” di Calenda e Branciaroli a livello di grande teatro, anche se con una stonatura… la guepiere indossata in scena da Branciaroli, con calze nere, scarpe rosse e gran cappello. Una travisazione che non abbiamo capito e tanto meno gustato; anzi ci ha disturbato non essendo in grado di cogliere il senso di questa provocazione, sempre che ne avesse uno, oltre a quello di provocare.
Dopotutto, se Branciaroli doveva interpretare Giocasta, sarebbe bastato il diverso tono di voce, come ha fatto e come aveva già fatto anche con Tiresia. L’avremmo sicuramente capito, come l’abbiamo capito, senza dover ricorre a fastidiosi paludamenti.
D’altronde Franco Branciaroli non è nuovo a queste trovate, se proprio al Comunale di Thiene qualche anno fa ha recitato un altro dramma classico, in quella che allora avevamo definito “sottoveste”. Ma se una sottoveste può passare per una tunica d’epoca, una guepiere da soubrette indossata da Giocasta ci è parsa decisamente fuori luogo, oltre che fastidiosamente ridicola.
Comunque, questioni di gusto a parte, un inizio alla grande di una stagione che a Thiene si presenta di sicuro interesse
Ferdinando Offelli - 31 ottobre