Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 31^Stagione Teatrale

Non si sa come

Un Pirandello un po’ da operetta
Un Pirandello da operetta, non in senso spregiativo, ci è sembrato questo “Non si sa come”, recentemente andato in scena al Teatro Comunale di Thiene, come penultimo spettacolo della 31^ Stagione Teatrale.
Diciamo subito che il testo originale di Luigi Pirandello è stato rifatto da Nicola Fano e Sebastiano Lo Monaco, trasportando l’azione da una villa di campagna immersa nel caldo estivo, alla tolda di una nave di crociera, ai cui passeggeri la sera viene offerto uno spettacolo di varietà che quattro attori, più il manager che chiamano il Conte (Lo Monaco) hanno provato, tra mille discussioni, durante il pomeriggio.
Il titolo pirandelliano si spiega col fatto che certe cose succedono indipendentemente dalla volontà di chi le compie; sono frutto di una specie di dissociazione della personalità per cui chi le compie è l’altro ego del personaggio, che poi dovrà prendere atto che il fatto è accaduto “non si sa come”, appunto.
In specifico qui si tratta del reciproco tradimento di due mogli, le cantanti della compagnia, con il marito dell’altra, mentre di una di queste, Bice, è innocentemente innamorato il tecnico della compagnia.
Si scopre che i tradimenti non sono avvenuti per scelta voluta e programmata da parte degli amanti, ma scaturiti da un fatto occasionale, un momento di sbandamento, un attimo di passione travolgente; dopo, una volta realizzato l’accaduto, si torna alla normalità dei propri affetti.
Basta un pomeriggio di caldo estivo perché il Conte e Ginevra tradiscano i loro rispettivi coniugi, per poi pentirsi cercando di rimuovere l’accaduto.
Si tratta, dice il Conte, di “piccoli delitti” in cui sembra normale tutti possiamo incorrere, ma che in lui evocano l’assassinio commesso da ragazzo di un coetano, avvenuto ‘non si sa come’, ma di cui da allora si porta dietro il pentimento e il rimorso.
Sarà questo che spingerà il Conte Romeo Daddi a far riemergere le loro colpe, tra le mogli piangenti, e a provocare l’amico Giorgio Vanzi fino a che questi gli spara per vendetta, uccidendolo.
Una trama così intensamente tragica è stata trattata da Fano e Lo Monaco, che ne è anche il regista, in modo leggero, ambientandola su una nave in crociera e nel mondo del varietà.
Anzitutto c’è da parte di Lo Monaco, vero mattatore della scena, un diretto coinvolgimento col pubblico della sala, dove si svolgono vari momenti di recitazione; qui, da vero capocomico, il protagonista parla con gli spettatori e con gli attori fatti scendere in sala.
Così come la forte presenza della musica, con un’orchestrina nascosta di ben 5 elementi, l’esecuzione di canzoni d’epoca, siamo alla fine degli anni ’30, ci sono sembrati tutti espedienti teatrali per rendere più leggero il testo del tema psicologico che l’autore voleva trattare.
Non tutto è riuscito perfettamente; a volte il passaggio dal leggero al filosofico non è avvenuto in modo del tutto naturale.
Resta di sicuro interesse, divertimento sarebbe troppo, di questo modo di presentare in modo “leggero” un dramma psicologico di Luigi Pirandello.
Ferdinando Offelli - 2 apr.11