Thienet
I primi 14 anni La rivista on-line di Thiene e dintorni Editor: Ferdinando Offelli   Webmaster: Fabio Costa
TEATRO
Thiene, Teatro Comunale, 32^Stagione Teatrale

Blackbird

Forte dramma sulla pedofilia
C’era una certa attesa attorno al dramma “Blackbird” di David Harrower andato in scena al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 32^ Stagione Teatrale; si tratta infatti di un dramma che ha raggiunto una notorietà mondiale perché affronta in modo drammatico il tema della pedofilia.
In uno scantinato industriale arriva una giovane, Una, che ha riconosciuto su un giornale la foto di Ray, ora diventato Peter, che lei vuole incontrare.
In comune i due hanno una vicenda amorosa durata tre mesi, che risale a 15 anni prima, quando Ray aveva 40 e Una ne aveva solo 12.
I due hanno duramente pagato per la loro avventura; Ray con il carcere, uscito dal quale ha cambiato nome e si è ricostruito una vita con un’altra donna, mentre Una ha subito tutta la vergogna e le umiliazioni che la società riserva per le vittime della pedofilia.
In un lungo e sofferto dialogo attraverso cui ricostruiscono la loro vicenda, ciascuno per la propria strada arriva alla conclusione che quello che socialmente era visto come un innaturale rapporto degenere, in realtà si trattava di un amore profondamente sentito e condiviso, per quanto diverse fossero le loro età. È su questa differenza tra l’apparenza sociale e il vissuto individuale di questa relazione amorosa che l’autore incentra la vicenda rivissuta sulla scena, ponendo lo spettatore di fronte ad un inquietante interrogativo: è possibile un vero rapporto d’amore tra due persone dall’età così diversa?
A sentire i protagonisti si trattava di vero amore, ma al di fuori di loro due si trattava di un criminale rapporto di pedofilia. E allora sono vittime o sono carnefici?
Forse, è il nostro pensiero, una ragazzina di 12 anni può anche sentire con intensità l’infatuazione verso una persona anche adulta (magari in una specie di complesso di Edipo), ma il suo sentimento non è sorretto dalla razionalità che invece un uomo di 40 anni si presume debba avere acquisito, sapendo distinguere una attrazione momentanea da un solido e duraturo rapporto d’amore.
La cupezza oscura, quasi ossessiva della scena, il vivere in mezzo, quasi sguazzando nelle immondizie, accompagnano una recitazione così intensa, sofferta e cruda, da richiedere due attori di valore assoluto come Massimo Popolizio e Anna Della Rosa in una prova drammatica più che convincente.
Meno convincente invece ci è parso l’espediente finale in cui una bambina, la figlia di Peter, irrompe sulla scena dove i due sembrano sul punto di ritrovare il senso della loro relazione perduta, quasi a richiamarli ancora una volta alla realtà delle vita.
Ferdinando Offelli - 20 nov.11